
San Giovanni - Dipinto in origine |
4 evangelisti (70 x 54 cm)
autore:
epoca: seconda metà del XVIII secolo
proprietà privata
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Inizio lavori: Luglio 2010
Fine lavori: |
RIFLESSIONI SULLO STATO DI CONSERVAZIONE
Tipo di indagine a cui è stato sottoposto
il dipinto e relative motivazioni
Luce diffusa: utile per analizzare le problematiche
generali dell’opera come lacune di colore, strappi, buchi, perdita
di tensione, presenza di materiali alterati o alteranti.
Luce radente: utile per osservare l’andamento del
microrilievo e le eventuali deformazioni della tela o del colore.
Raggi UV: l'osservazione del dipinto mediante i raggi ultravioletti
permette di osservare i materiali presenti sul film pittorico e di individuare
eventuali ridipinture.
Prove di tipo tattile. Sono necessarie per analizzare
la risposta dei vari materiali che compongono il dipinto all'apporto di
umidità, solventi e calore. Ciò permetterà di prevedere
la metodologia di restauro.
Prova umidità: il dipinto non è sensibile all’acqua
Prova solvente: il dipinto non è sensibile ai solventi organici
Prova calore: il dipinto non è sensibile al contatto con moderate
fonti di calore
Tutti e 4 i dipinti sono stati già foderati e montati su telai fissi. Considerato che gli interventi di foderatura risalgono a non più di 5 anni fa e la buona tenuta di questi interventi, non si procederà alla rimozione della tela da rifodero. Le operazioni dunque si concentreranno sull'aspetto estetico dell'opera. Le successive osservazioni sono valide per tutte e 4 le opere in oggetto visto le simili caratteristiche conservative. Fa eccezione per lacuni aspetti il San Luca che è giunto in laboratorio in uno stato di restauro molto avanzato. Il dipinto risultava già stuccato e verniciato ma non pulito. |
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San Giovanni - Fase di stuccatura
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Telaio
Caratteristiche:
telaio di tipo fisso con incastri a 90 gradi.
Tela
Caratteristiche:
tela di lino con armatura "tela". In buono stato di conservazione anche se la precedente foderatura rende difficile analizzarne le reali caratteristiche.
Preparazione
Caratteristiche:
Mestica, spessore sottile, colore bruno.
L’aderenza al supporto è buona come anche il grado
di coesione dello strato preparativo.
Presente un leggero e omogeneo craquelet di invecchiamento.
Pellicola
pittorica
Caratteristiche:
Pigmenti legati con olio e stesi in strati molto sottili.
I danni più evidenti risultano essere le numerose lacune (cadute di colore), alcune
abbastanza ampie, che sono presenti un po’ su tutta la superficie.
Oltre a mostrare un generale offuscamento, dovuto alla presenza di materiali
alterati ed alteranti depositati sulla superficie (vernici, polvere, materiali
grassi, colle), i dipinti si caratterizzano per l’evidente marcatura
delle assi sulla superficie pittorica. Tale deformazione
è dovuta al non corretto tensionamento del dipinto e all’effetto
della forza di gravità (effetto Creep o deformazione sotto carico
costante).
Vernice
Caratteristiche:
Originale e lievemente pigmentata, di natura organica stesa in strati sottili
e disomogenei (fa eccezione il San Luca su cui è stato steso uno spesso strato di vernice organica)
Lo strato di vernice che si trova al di sopra del film pittorico risulta
essere molto rovinato.
La causa principale è un avanzato stato di ossidazione che ha portato
la vernice a scurire e frammentarsi.
Inoltre uno spesso strato di materiali alteranti contribuisce all’offuscamento
generale dello strato protettivo. |
INTERVENTI DI RESTAURO EFFETTUATI
Pulitura:
Questa operazione viene genericamente intesa come
rimozione dello ‘sporco’ presente sull’opera tramite
l’uso di solventi o di mezzi meccanici.
Più precisamente, e in particolare nel restauro dei dipinti,
il termine può indicare e comprendere: la rimozione delle macchie
superficiali dovute a colature, schizzi etc.; la rimozione dello sporco
superficiale depositatosi e parzialmente inglobatosi nel corso del tempo
sulla superficie dell’opera; la rimozione delle ridipinture debordanti,
snaturanti, deturpanti o semplicemente alterate; la rimozione (o meglio
l’assottigliamento) degli strati protettivi alterati (vernici)
che impediscono o limitano la corretta lettura dell’opera.
Dopo aver effettuato alcuni tasselli di pulitura
ed aver provato alcune miscele di solventi, il prodotto che ho ritenuto
essere il più adeguato è stato una miscela di alcol etilico ed essenza di petrolio 1:1. Nelle zone in cui lo sporco risultava più ostico da eliminare si è utilizzato un resin soap a ph 7 applicato a pennello e rimosso prima a secco e poi con dei batuffoli di cotone inumidito. Una volta asciutta la superficie si è provveduto ad un lavaggio finale in essenza di petrolio per eliminare eventuali rsidui fino ad ottenere
un grado adeguato di pulitura.
Stuccatura:
Nell’operazione di stuccatura si vanno a colmare le lacune fisiche
della pellicola e della tela pittorica ricreando una superficie simile
a quella originale su cui agire con il ritocco estetico. Con questo
intervento si vuole sopperire principalmente alla mancanza di materia. Per questo fine si adopera un materiale compatibile e del tutto simile per caratteristiche fisico-chimiche alla preparazione originale.La stuccatura è stata effettuata preparando uno stucco poco denso applicato ‘a goccia’ con un pennello morbido direttamente sulle lacune.
Rasatura:
effettuata con bisturi. Le stuccature sono state infine pulite con del
cotone imbevuto in acqua.
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Reintegro pittorico
Considerate le condizioni dei dipinti e la loro collocazione finale l'intervento di ritocco ha avuto la finalità di ricostruire il più possibile la figura. Per fare questo si è intervenuto nelle lacune più ampie con il metodo "a selezione" ricollegando cromaticamente le interruzioni del film pittoric, mentre nelle zone più piccole si è intervenuto "a mimetico" ricostruendo la mancanza. L'intervento si è diviso in 2 fasi, la prima acquosa con delle basi a tempera, la seconda di rifinitura con colori a vernice.
Verniciatura
Verniciatura finale a pennello con vernice sintetica semi lucida (regalrez) |