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Immacolata (24 x 18 cm)

autore: anonimo
data: prima metà del 600

Privato

 

 

 

Dipinto in origine

 

RIFLESSIONI SULLO STATO DI CONSERVAZIONE

Tipo di indagine a cui è stato sottoposto il dipinto e relative motivazioni

Luce diffusa: utile per analizzare le problematiche generali dell’opera come lacune di colore, strappi, buchi, perdita di tensione, presenza di materiali alterati o alteranti.

Luce radente: utile per osservare l’andamento del microrilievo e le eventuali deformazioni della tela o del colore.

Raggi UV: l'osservazione del dipinto mediante i raggi ultravioletti permette di osservare i materiali presenti sul film pittorico e di individuare eventuali ridipinture.

Prove di tipo tattile. Sono necessarie per analizzare la risposta dei vari materiali che compongono il dipinto all'apporto di umidità, solventi e calore. Ciò permetterà di prevedere la metodologia di restauro.

Prova umidità: il dipinto non è sensibile all’acqua
Prova solvente: il dipinto non è sensibile ai solventi organici
Prova calore: il dipinto non è sensibile al contatto con moderate fonti di

Immagine a luce radente

 

Telaio
Originale di fabbricazione artigianale con incastri a 90° estensibili.Principali danniNessuno.

Tela
Tela di lino ad armatura a ‘tela’.
Principali danni alla telaIl danno più evidente è un interruzione per quanto riguarda l’ordito del supporto tessile.
La tela inoltre risulta essere completamente impregnata da una sostanza probabilmente di natura grassa che ha completamente bloccato le fibre rendendo il dipinto molto rigido.

Preparazione
Mestica di colore rosso bruno, molto spessa.Principali danni alla preparazionePresenza di un profondo e diffuso craquelet di invecchiamento.

Pellicola pittorica
Principali alterazioniPresenza di un profondo e diffuso craquelet di invecchiamento.Perdita della corretta leggibilità delle cromìe a causa di un generale offuscamento delle tinte.

Vernice
Originale di natura organicaPrincipali danni agli strati protettiviStesa in maniera disomogenea sulla superficie ha subito una forte ossidazione con il conseguente ingiallimento che ha fatto virare i toni delle cromìe originali.


 

Tassello di pulitura


Smontaggio dal supporto
secondo la tecnica comune con cavachiodi prestando la dovuta attenzione alla conservazione dei bordi del dipinto

Miglioramento di superficie:
Locuzione che nel gergo del restauro indica un intervento volto ad attenuare il rilievo di eventuali scodelline degli strati pittorici di un dipinto, operato con ferri da stiro o con l’ausilio della pompa a vuoto. In questo caso si è inumidita la tela ed è stata posta sotto peso per 24 ore.

Foderatura:
Nel restauro è l’operazione volta a consolidare la tela di un dipinto per mezzo dell’applicazione di una nuova tela su di essa, tramite materiali adesivi. I materiali utilizzati variano in relazione alla composizione degli strati del dipinto (tela, preparazione, colore) e comunque tendono ad agire avendo cura di non alterara le caratteristiche della superficie del dipinto (pennellate in rilievo) e quelle dovute al normale invecchiamento dell’opera (craquelure). I metodi più diffusi sono riconducibili alla così detta foderatura a colla pasta, a cera resina o a rintelature con materiali sintetici.

Rintelaiatura:
Operazione (in genere successiva ad una foderatura o strip-lining) che consiste nel montaggio del dipinto su un supporto adatto a sostenere la tela.

Aspetto finale del dipinto restaurato

 

Pulitura:
Operazione che viene genericamente intesa come rimozione dello ‘sporco’ presente sull’opera tramite l’uso di solventi o di mezzi meccanici. Più precisamente, e in particolare nel restauro dei dipinti, il termine può indicare e comprendere: la rimozione delle macchie superficiali dovute a colature, schizzi etc.; la rimozione dello sporco superficiale depositatosi e parzialmente inglobatosi nel corso del tempo sulla superficie dell’opera; la rimozione delle ridipinture debordanti, snaturanti, deturpanti o semplicemente alterate; la rimozione ( o meglio l’assottigliamento) degli strati protettivi alterati (vernici) che impediscono o limitano la corretta lettura dell’opera.

Stuccatura:
Nell’operazione di stuccatura si vanno a colmare le lacune fisiche della pellicola e della tela pittorica ricreando una superficie simile a quella originale su cui agire con il ritocco estetico. Con questo intervento si vuole sopperire principalmente alla mancanza di materia. Per questo fine si adopera un materiale compatibile e del tutto simile per caratteristiche fisico-chimiche alla preparazione originale.

Reintegro pittorico:
Obbiettivo principale è quello di creare un nuovo equilibrio visivo sulla base della situazione conservativa esistente e su considerazioni il più possibile oggettive.Il ritocco, dunque, dovrà avere come caratteristica quella di essere differenziato e otticamente distinguibile dal film pittorico originale. Tuttavia, deve raggiungere un’identità d’effetto, cioè deve mirare al ricomponimento dell’equilibrio dell’opera senza entrarne in competizione.In definitiva mediante questa operazione si agisce sull’aspetto dell’opera senza modificarne l’immagine, che comunque dovrà apparire completa per la sua corretta fruizione e leggibilità, valorizzandone le potenzialità espressive.

Verniciatura:
La fase di verniciatura ha due funzioni: - protettiva per isolare lo strato pittorico da agenti esterni degradanti come l'aria, la luce, l'umidità, la polvere. - estetica cioè per migliorare la visibilità dell'immagine conferendo al film pittorico un aspetto più brillante. Si possono usare vernici naturali o sintetiche, a spruzzo o a pennello, lucide o opache, a seconda delle esigenze richieste dall’opera.

 

il dipinto prima e dopo il restauro

 

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