
Dipinto in origine
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RIFLESSIONI SULLO STATO DI CONSERVAZIONE
Tipo di indagine a cui è stato sottoposto il
dipinto e relative motivazioni
Luce diffusa: utile per analizzare le problematiche
generali dell’opera come lacune di colore, strappi, buchi, perdita
di tensione, presenza di materiali alterati o alteranti.
Luce radente: utile per osservare l’andamento del
microrilievo e le eventuali deformazioni della tela o del colore.
Raggi UV: l'osservazione del dipinto mediante i raggi ultravioletti
permette di osservare i materiali presenti sul film pittorico e di individuare
eventuali ridipinture.
Prove di tipo tattile. Sono necessarie per analizzare
la risposta dei vari materiali che compongono il dipinto all'apporto di
umidità, solventi e calore. Ciò permetterà di prevedere
la metodologia di restauro.
Prova umidità: il dipinto non è sensibile all’acqua
Prova solvente: il dipinto non è sensibile ai solventi organici
Prova calore: il dipinto non è sensibile al contatto con moderate
fonti di |
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Immagine a luce radente
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Telaio
Originale di fabbricazione artigianale con incastri a 90° estensibili.Principali
danniNessuno.
Tela
Tela di lino ad armatura a ‘tela’.
Principali danni alla telaIl danno più
evidente è un interruzione per quanto riguarda l’ordito del
supporto tessile.
La tela inoltre risulta essere completamente
impregnata da una sostanza probabilmente di natura grassa che ha completamente
bloccato le fibre rendendo il dipinto molto rigido.
Preparazione
Mestica di colore rosso bruno, molto spessa.Principali
danni alla preparazionePresenza di un profondo e diffuso craquelet di
invecchiamento.
Pellicola pittorica
Principali alterazioniPresenza di un profondo e diffuso
craquelet di invecchiamento.Perdita della corretta leggibilità
delle cromìe a causa di un generale offuscamento delle tinte.
Vernice
Originale di natura organicaPrincipali danni agli
strati protettiviStesa in maniera disomogenea sulla superficie ha subito
una forte ossidazione con il conseguente ingiallimento che ha fatto virare
i toni delle cromìe originali.
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Tassello di pulitura
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Smontaggio dal supporto
secondo la tecnica comune con cavachiodi prestando la dovuta attenzione
alla conservazione dei bordi del dipinto
Miglioramento di superficie:
Locuzione che nel gergo del restauro indica un intervento volto ad attenuare
il rilievo di eventuali scodelline degli strati pittorici di un dipinto,
operato con ferri da stiro o con l’ausilio della pompa a vuoto.
In questo caso si è inumidita la tela ed è stata posta
sotto peso per 24 ore.
Foderatura:
Nel restauro è l’operazione volta a consolidare
la tela di un dipinto per mezzo dell’applicazione di una nuova
tela su di essa, tramite materiali adesivi. I materiali utilizzati variano
in relazione alla composizione degli strati del dipinto (tela, preparazione,
colore) e comunque tendono ad agire avendo cura di non alterara le caratteristiche
della superficie del dipinto (pennellate in rilievo) e quelle dovute
al normale invecchiamento dell’opera (craquelure). I metodi più
diffusi sono riconducibili alla così detta foderatura a colla
pasta, a cera resina o a rintelature con materiali sintetici.
Rintelaiatura:
Operazione (in genere successiva ad una foderatura o strip-lining) che
consiste nel montaggio del dipinto su un supporto adatto a sostenere
la tela.
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Aspetto finale del dipinto restaurato
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Pulitura:
Operazione che viene genericamente intesa come rimozione dello ‘sporco’
presente sull’opera tramite l’uso di solventi o di mezzi meccanici.
Più precisamente, e in particolare nel restauro dei dipinti, il
termine può indicare e comprendere: la rimozione delle macchie
superficiali dovute a colature, schizzi etc.; la rimozione dello sporco
superficiale depositatosi e parzialmente inglobatosi nel corso del tempo
sulla superficie dell’opera; la rimozione delle ridipinture debordanti,
snaturanti, deturpanti o semplicemente alterate; la rimozione ( o meglio
l’assottigliamento) degli strati protettivi alterati (vernici) che
impediscono o limitano la corretta lettura dell’opera.
Stuccatura:
Nell’operazione di stuccatura si vanno a colmare le lacune fisiche
della pellicola e della tela pittorica ricreando una superficie simile
a quella originale su cui agire con il ritocco estetico. Con questo intervento
si vuole sopperire principalmente alla mancanza di materia. Per questo
fine si adopera un materiale compatibile e del tutto simile per caratteristiche
fisico-chimiche alla preparazione originale.
Reintegro pittorico:
Obbiettivo principale è quello di creare un nuovo equilibrio visivo
sulla base della situazione conservativa esistente e su considerazioni
il più possibile oggettive.Il ritocco, dunque, dovrà avere
come caratteristica quella di essere differenziato e otticamente distinguibile
dal film pittorico originale. Tuttavia, deve raggiungere un’identità
d’effetto, cioè deve mirare al ricomponimento dell’equilibrio
dell’opera senza entrarne in competizione.In definitiva mediante
questa operazione si agisce sull’aspetto dell’opera senza
modificarne l’immagine, che comunque dovrà apparire completa
per la sua corretta fruizione e leggibilità, valorizzandone le
potenzialità espressive.
Verniciatura:
La fase di verniciatura ha due funzioni: - protettiva per isolare lo strato
pittorico da agenti esterni degradanti come l'aria, la luce, l'umidità,
la polvere. - estetica cioè per migliorare la visibilità
dell'immagine conferendo al film pittorico un aspetto più brillante.
Si possono usare vernici naturali o sintetiche, a spruzzo o a pennello,
lucide o opache, a seconda delle esigenze richieste dall’opera.
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