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Assunzione
della Vergine (310 x 208 cm)
autore: ambiente del De Mura (prima
metà del '700)
Curia Aprutina - Cattedrale di Teramo
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lavori di restauro certificati dalla Soprintendenza per i beni artistici,
architettonici e culturali d'Abruzzo
Inizio lavori: Settembre 2005
Fine lavori: Dicembre 2005
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Dipinto in origine
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RIFLESSIONI SULLO STATO DI CONSERVAZIONE
Tipo di indagine a cui è stato sottoposto
il dipinto e relative motivazioni
Luce diffusa: utile per analizzare le problematiche
generali dell’opera come lacune di colore, strappi, buchi, perdita
di tensione, presenza di materiali alterati o alteranti.
Luce radente: utile per osservare l’andamento del
microrilievo e le eventuali deformazioni della tela o del colore.
Raggi UV: l'osservazione del dipinto mediante i raggi ultravioletti
permette di osservare i materiali presenti sul film pittorico e di individuare
eventuali ridipinture.
Prove di tipo tattile. Sono necessarie per analizzare
la risposta dei vari materiali che compongono il dipinto all'apporto di
umidità, solventi e calore. Ciò permetterà di prevedere
la metodologia di restauro.
Prova umidità: il dipinto non è sensibile all’acqua
Prova solvente: il dipinto non è sensibile ai solventi organici
Prova calore: il dipinto non è sensibile al contatto con moderate
fonti di calore
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Retro della tela
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Telaio
Caratteristiche:
Le assi che compongono il perimetro sono irregolari, imbarcate e in pessime
condizioni statiche. Delle rotture sono visibili nella parte mediana e
sono presenti segni di attacchi da parte di insetti xilofagi.
L’asse di destra risulta rotta e ricongiunta con un segmento di
compensato inchiodato alle estremità. Il telaio non è originale,
infatti risulta essere più grande del dipinto che è inchiodato
sulla parte anteriore delle assi.
Tela
Caratteristiche:
Lino Armatura ‘a tela’ Sono presenti 17 toppe di varia natura
incollate sul retro in corrispondenza delle rottrue.
Osservando il recto del dipinto si evidenzia una deformazione della planarità
del supporto tessile dovuta in prevalenza a tre fattori di degrado:
- le scarse condizioni di conservazione del telaio che ne impediscono
il corretto funzionamento
- l’incollaggio di alcune toppe di varia natura con un mix di collanti
organici e vinilici.
- la metodologia di chiodatura della tela.
Sono presenti delle interruzioni del supporto tessile sia nel senso dell’ordito
che in quello della trama oltre che ad alcune lacune di dimensioni comunque
contenute.
Infine evidenzio la presenza di numerosi detriti (sporco generico, polvere,
ragnatele, rosume…) e di due grosse macchie di umidità nella
parte alta della tela lungo la zona centrale.
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Particolare prima e dopo la pulitura
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Preparazione
Caratteristiche:
Mestica molto sottile di colore bruno.
Nella zona mediana e in quella inferiore del dipinto sono presenti delle
enormi lacune.
Nonostante ciò, l’aderenza al supporto è comunque buona
come anche il grado di coesione dello strato preparativo.
Presente un leggero e omogeneo craquelet di invecchiamento. Pellicola
pittorica
Caratteristiche:
Pigmenti legati con olio e stesi in strati molto sottili.
I i danni più evidenti risultano essere le numerose lacune, alcune
di grave entità, che sono presenti un po’ su tutta la superficie.
La più evidente attraversa il dipinto da sinistra a destra esattamente
nella sua metà.
Oltre a mostrare un generale offuscamento, dovuto alla presenza di materiali
alterati ed alteranti depositati sulla superficie (vernici, polvere, materiali
grassi, colle), il dipinto si caratterizza per l’evidente marcatura
delle assi sulla superficie pittorica. Tale deformazione è dovuta
al non corretto tensionamento del dipinto e all’effetto della forza
di gravità (effetto Creep o deformazione sotto carico costante).
In particolare si nota come in corrispondenza dei due rinforzi angolari
inferiori il film pittorico non abbia retto alle tensioni staccandosi.
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Tasselli di pulitura
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Vernice
Caratteristiche:
Originale e lievemente pigmentata, di natura organica stesa in strati sottili
e disomogenei
Lo strato di vernice che si trova al di sopra del film pittorico risulta
essere molto rovinato.
La causa principale è un avanzato stato di ossidazione che ha portato
la vernice a scurire e frammentarsi.
Inoltre uno spesso strato di materiali alteranti contribuisce all’offuscamento
generale dello strato protettivo. |
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Fasi di pulitura
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INTERVENTI DI RESTAURO EFFETTUATI
Pulitura:
Premetto che, come regola generale, se lo stato di conservazione di
un dipinto lo permette, è bene effettuare questa operazione all’inizio
del restauro in quanto le fasi di consolidamento e fermatura potrebbero
in seguito rendere più complessa la rimozione dei materiali da
eliminare.
Considerato lo stato di buona aderenza del film pittorico al supporto
tessile ho proceduto innanzitutto alla pulitura del dipinto effettuata
con l’opera ancora montata sul telaio.
Questa operazione viene genericamente intesa come
rimozione dello ‘sporco’ presente sull’opera tramite
l’uso di solventi o di mezzi meccanici.
Più precisamente, e in particolare nel restauro dei dipinti,
il termine può indicare e comprendere: la rimozione delle macchie
superficiali dovute a colature, schizzi etc.; la rimozione dello sporco
superficiale depositatosi e parzialmente inglobatosi nel corso del tempo
sulla superficie dell’opera; la rimozione delle ridipinture debordanti,
snaturanti, deturpanti o semplicemente alterate; la rimozione (o meglio
l’assottigliamento) degli strati protettivi alterati (vernici)
che impediscono o limitano la corretta lettura dell’opera.
Dopo aver effettuato alcuni tasselli di pulitura
ed aver provato alcune miscele di solventi, il prodotto che ho ritenuto
essere il più adeguato è stato una soluzione gel di DMSO
applicata a pennello per brevi periodi di tempo e asportata inizialmente
a secco e poi con leggeri lavaggi di alcool etilico per eliminare i
residui del gel.
Tale metodologia ha contenuto la penetrazione del
solvente che è venuto a contatto solo della superficie dell’opera
rimuovendo efficacemente i materiali di deposito.
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Pulitura del dipinto
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Velinatura:
Nel linguaggio del restauro indica l’applicazione di carta velina
o di carta giapponese su di una superficie pittorica per proteggerne il
colore, ovvero per evitarne la caduta in vista del trasporto dell’opera
da una sede ad un’altra o come fase preparatoria per la fermatura
del colore e la rintelatura.
Smontaggio dal supporto:
secondo la tecnica comune con cavachiodi prestando la dovuta attenzione
alla conservazione dei bordi del dipinto.
Pulitura verso:
Operazione che serve ad ottenere una superficie pulita e priva di elementi
che possano compromettere la perfetta adesione tra la tela da rifodero e
quella originale.
In questo caso erano presenti 17 toppe incollate con diversi adesivi che
creavano delle forti tensioni meccaniche sulle fibre originali deformando
il supporto tessile.Ho eseguito l’operazione a secco con bisturi adoperato
in senso diagonale rispetto all’armatura della tela. In alcuni punti,
in particolare dietro alcune toppe, è stato necessario inumidire
leggermente il materiale da asportare.
Tensionamento:
L’operazione può essere eseguita dopo aver trattato gli strati
stessi con opportuni solventi oppure dopo aver fatto rigonfiare gli strati
preparatori in condizione di umidità controllata. In questo caso
il dipinto, non essendo sensibile all’acqua, è stato trattato
con l’apporto di umidità e lasciato asciugare sotto peso.
Fermatura del colore:
Termine in uso nel gergo del restauro a indicare una operazione che
si effettua su un’area dov’è avvenuto un distacco del
colore, ristabilendo l’adesione tra gli strati pittorici e il supporto
con varie metodiche, per lo più tramite impregnazione o iniezione
nella zona di un adesivo.L’adesivo utilizzato è composto da
acqua e colla di coniglio applicato per impregnazione con una spugna morbida.
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Collatura della tela da rifodero

Preparazione delle tele alla fodaretura
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Sutura e strappi:
Intervento con cui si cerca di ricostruire continuità ed omogeneità
nella struttura della tela originale, rinforzando punti di particolare
fragilità che potrebbero reagire in maniera incontrollata durante
l’operazione di foderatura.
La sutura degli strappi e dei tagli nonché il fissaggio dei lembi
degli inserti è stata effettuata con gesso e colla di coniglio
ponendo poi le parti trattate sotto peso fino ad essiccamento dello
stucco.
In seguito ho rasato le asperità dello stucco sul recto del dipinto
rinforzando le suture e gli starppi con del velo di Lione applicato
dal retro con un adesivo acrilico.
Preparazione tela da rifodero. Tensionamento e bagnature:
Le ripetute operazioni di tensionamento e bagnature consentono l’allungamento
delle fibre e l’appiattimento della struttura della tramatura
del tessuto, limitandone quindi l’interferenza con la tela originale
ed un minor reattività alle variazioni termoigrometriche.
La tela è stata tensionata su un telaio interinale di alluminio
estensibile e bagnata abbondantemente con acqua bollente stesa con una
pennellessa. Questo procedimento di tensionamento e bagnatura viene
ripetuto per un totale di tre volte.
La collatura ha lo scopo di chiudere tutti gli interstizi tra trama
e ordito e irrigidire leggermente la struttura della tela. Inoltre,
durante la rintelatura, l’applicazione di umidità e calore
permette alla colla di rigenerare assicurando così una più
efficace adesione. Si esegue la collatura della tela dal verso con un
adesivo misto di colla cervione e colla lapin.
Foderatura:
Nel restauro è l’operazione volta a consolidare la tela
di un dipinto per mezzo dell’applicazione di una nuova tela su
di essa, tramite materiali adesivi. I materiali utilizzati variano in
relazione alla composizione degli strati del dipinto (tela, preparazione,
colore) e comunque tendono ad agire avendo cura di non alterare le caratteristiche
della superficie del dipinto (pennellate in rilievo) e quelle dovute
al normale invecchiamento dell’opera (craquelure).
I metodi più diffusi sono riconducibili alla così detta
foderatura a colla pasta, a cera resina o a rintelature con materiali
sintetici.
Essendo il dipinto in questione non sensibile all’acqua ho effettuato
la foderatura con materiali acquosi utilizzando la tecnica fiorentina.
Stiratura:
Si propone di accelerare il processo di essiccamento della pasta usata
per rintelare. Dopo aver leggermente inumidito si stira dal davanti
il dipinto avendo l’avvertenza di frapporre, tra la superficie
ed il ferro, stoffe, carta, gomme o feltri per evitare l’appiattimento
di eventuali pastosità del colore.
Rintelaiatura:
Operazione (in genere successiva ad una foderatura o strip-lining) che
consiste nel montaggio del dipinto su un supporto adatto a sostenere
la tela.
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Foderatura
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Stuccatura:
Nell’operazione di stuccatura si vanno a colmare le lacune fisiche
della pellicola e della tela pittorica ricreando una superficie simile
a quella originale su cui agire con il ritocco estetico. Con questo
intervento si vuole sopperire principalmente alla mancanza di materia.
Per questo fine si adopera un materiale compatibile e del tutto simile
per caratteristiche fisico-chimiche alla preparazione originale.La stuccatura
è stata effettuata preparando uno stucco poco denso applicato
‘a goccia’ con un pennello morbido direttamente sulle lacune.
Rasatura:
effettuata con bisturi. Le stuccature sono state infine pulite con del
cotone imbevuto in acqua.
Imitazione di superficie:
L’operazione di imitazione della superficie serve a colmare le
lacune fisiche della pellicola e della tela pittorica ricreando una
superficie simile a quella originale su cui agire con il ritocco estetico.
Questo passaggio è necessario per riottimizzare il gradiente
di superficie reale, l’aspetto materiale del film pittorico, la
cui superficie è sempre caratterizzata da trame o tessiture particolari.
Verniciatura interinale:
applicazione a pennello di una resina naturale per saturare i colori
e poter quindi osservare le giuste tonalità di riferimento per
la fase di ritocco.
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Stuccatura
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Reintegro
pittorico:
Obbiettivo principale è quello di creare un nuovo equilibrio visivo
sulla base della situazione conservativa esistente e su considerazioni
il più possibile oggettive.Il ritocco, dunque, dovrà avere
come caratteristica quella di essere differenziato e otticamente distinguibile
dal film pittorico originale.
Tuttavia, deve raggiungere un’identità d’effetto, cioè
deve mirare al ricomponimento dell’equilibrio dell’opera senza
entrarne in competizione.
In definitiva mediante questa operazione si agisce sull’aspetto
dell’opera senza modificarne l’immagine, che comunque dovrà
apparire completa per la sua corretta fruizione e leggibilità,
valorizzandone le potenzialità espressive.
In accordo con la Soprintendenza nella persona della Dottoressa
Elisa Amorosi si è deciso di trattare il reintegro nel seguente
modo:- la fascia centrale, considerata la gravità della lacuna
e l’impossibilità oggettiva di una puntuale ricostruzione
di alcune parti delle figure, è stata ricostruita con un sottotono
a selezione cromatica, lasciando volutamente visibile lo stacco esistente
tra l’originale e la parte ritoccata, cercando tuttavia di armonizzare
il più possibile le tonalità per ottenere un effetto d’insieme
non vistoso e non di disturbo.
Le altre lacune sono state reintegrate completamente con
delle basi a tempera sulle quali si è finalizzato il ritocco a
vernice con tecnica ‘a selezione’ per le lacune più
grandi e ‘a mimetico’ per le più piccole.
Verniciatura:
La fase di verniciatura ha due funzioni:
- protettiva per isolare lo strato pittorico da agenti esterni degradanti
come l'aria, la luce, l'umidità, la polvere.
- estetica cioè per migliorare la visibilità dell'immagine
conferendo al film pittorico un aspetto più brillante.
Si possono usare vernici naturali o sintetiche, a spruzzo
o a pennello, lucide o opache, a seconda delle esigenze richieste dall’opera.
La verniciatura finale è stata effettuata con una
resina sintetica a spruzzo opaca.
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Il dipinto prima e dopo li restauro
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