archivio

 

Busto ligneo (70 cm H)

data: XVII sec.
tecnica: legno policromo

Museo Capitolare di Atri


Lavori di restauro certificati dalla Soprintendenza per i beni artistici, architettonici e culturali d'Abruzzo

Inizio lavori: Dicembre 2006
Fine lavori: Marzo 2007

Origine - fronte della statua

 

RIFLESSIONI SULLO STATO DI CONSERVAZIONE

Tipo di indagine a cui è stato sottoposto il dipinto e relative motivazioni

Luce diffusa: utile per analizzare le problematiche generali dell’opera come lacune di colore, rotture, presenza di materiali alterati o alteranti.

Luce radente: utile per avere informazioni sull’andamento del microrilievo e le eventuali deformazioni del colore.

Raggi UV: l'osservazione dell'opera mediante i raggi ultravioletti permette di osservare i materiali presenti sul film pittorico e di individuare eventuali ridipinture.

Prove di tipo tattile. Sono necessarie per analizzare la risposta dei vari materiali che compongono l'opera all'apporto di solventi e calore. Ciò permetterà di prevedere la metodologia di restauro.

Prova solvente: gli strati pittorici non sono sensibili ai solventi organici
Prova calore: gli strati pittorici non sono sensibili al contatto con moderate fonti di cale

Le analisi iniziali con varie tipologie di illuminazione hanno evidenziato:

Supporto

Caratteristiche e principali danni
La struttura si presenta come un unico pezzo di legno (probabilmente pioppo) intagliato.Non si evidenziano gravi lacune strutturali se non delle tracce di fori di sfarfallamento che indicano un precedente attacco da parte di insetti xilofagi.

Origine - retro della statua

 

Preparazione

Caratteristiche e principali danni

Aderenza: scarsa
Cadute: estese
Sollevamenti: limitati
Polverulenza: assente
Craquelures: assente

Pellicola pittorica
Caratteristiche e principali danni

Generale offuscamento dovuto alla presenza di materiali di natura grassa (polvere e nerofumo)
Ridipinture: presenti e debordanti sulla lamina metallica
Stuccature: assenti
Lacune: estese
Craquelures: assente

Doratura
Foglia oro zecchino montata a guazzoPrincipali alterazioniLa superficie risulta offuscata da una stratificazione di materiali provenienti dal particellato atmosferico, di natura grassa. Ciò altera la brillantezza del metallo.Perdita di alcune parti della foglia causa la caduta di piccole porzioni del supporto strutturale.Fenditure di lieve entità.

Particolare della pellicola pittorica

 


Le operazioni che sono state eseguite e di seguito esposte sono orientate al rispetto dell’opera d’arte, ad una etica del minimo intervento e all’utilizzazione di materiali stabili, compatibili e reversibili.
L’intervento prevede due momenti metodologici: il primo conservativo, volto cioè a consolidare strutturalmente i materiali e gli strati che costituiscono l’opera, migliorando la loro stabilità e eliminando le possibili cause meccaniche di degrado. Il secondo momento, quello estetico, si interessa dell’immagine con mirati interventi volti a restituire l’aspetto originale e la corretta lettura dell’oggetto.

L’ intervento è stato effettuato previa supervisione della Soprintendenza per i Beni Artistici e Culturali d’Abruzzo.

 



Particolare del viso


INTERVENTI DI RESTAURO


Trattamento Anti-tarlo
Onde evitare nuovi danni provocati da eventuali insetti ancora presenti all’interno del legno si provvederà a imbibire con un prodotto specifico l’intero oggetto.Si è utilizzato il Per-Xil 10, prodotto studiato appositamente per la disinfestazione dei manufatti lignei. Applicato a pennello e mediante iniezioni, in seguito l’opera è stata avvolta ermeticamente in un telo di plastica dove è rimasta per quindici giorni.

Fermatura del colore
Considerata la scarsa aderenza che si era venuta a verificare tra lo strato pittorico della preparazione e la struttura lignea (le cause sono da ricercare nel violento attacco da parte di insetti xilofagi e dalle condizioni di conservazione non ottimali alle quali era stato sottoposto il manufatto in passato) sono state effettuate delle iniezioni localizzate di resina sintetica acrilica (nello specifico si è usato dell’acril 33, una dispersione acquosa di resina acrilica pura al 100%, ideale per il consolidamento degli strati pittorici) ponendo in seguito la parte trattata sotto peso fino ad asciugatura del collante.

Consolidamento delle parti della struttura lignea più soggette a degrado.
Per il consolidamento delle parti lignee, in particolare le zone più soggette all’attacco di insetti xilofagi si è utilizzato il Paraloid B72, resina acrilica formata da un copolimero di metilcrilato-etilmetilacrilato, ideale per le operazioni di consolidamento delle strutture lignee. Diluito in Metiletilchetone e Butilacetato è stato iniettato attraverso i fori di farfallamento per ottimizzare la diffusione all’interno della struttura.



Prova di pulitura

 

Pulitura.
Operazione che viene genericamente intesa come rimozione dello ‘sporco’ presente sull’opera tramite l’uso di solventi o di mezzi meccanici. Più precisamente il termine può indicare e comprendere: la rimozione delle macchie superficiali dovute a colature, schizzi etc.; la rimozione dello sporco superficiale depositatosi e parzialmente inglobatosi nel corso del tempo sulla superficie dell’opera; la rimozione delle ridipinture debordanti, snaturanti, deturpanti o semplicemente alterate; la rimozione ( o meglio l’assottigliamento) degli strati protettivi alterati (vernici) che impediscono o limitano la corretta lettura dell’opera.Nel caso specifico ci si trovava davanti al problema di dover asportare una serie di materiali alteranti per lo più di natura grassa e delle spesse ridipinture ad olio debordanti sulle dorature. Per rimuovere lo strato di sporco è stata utilizzata una miscela di solventi organici (Butilacetato + DMSO 9:1) mentre per le ridipinture è stato usato un solvent-gel con la seguente formulazione (TEA, Carbopol, H2O) applicato a pennello e rimosso a secco dopo alcuni minuti.

Stuccatura.
Nell’operazione di stuccatura si vanno a colmare le lacune fisiche dell’opera. Con questo intervento si vuole sopperire principalmente alla mancanza di materia e a consolidare le parti danneggiate dell’opera. Nell’analizzare la condizione del manufatto, previo accordo con la Soprintendenza ai Beni Culturali d’Abruzzo, si è deciso di intervenire solo là dove è stato necessario colmare lacune di tipo strutturale tralasciando le numerose lacune di tipo estetico presenti per la maggior parte sulla veste del Santo.Per la stuccatura si è utilizzato del gesso di Bologna in colla di coniglio, applicato “a goccia” e rasato una volta asciutto fino a portarlo a livello con le zone confinanti.

Stuccatura

 

Reintegro pittorico.
Obbiettivo principale è quello di creare un nuovo equilibrio visivo sulla base della situazione conservativa esistente e su considerazioni il più possibile oggettive.Il ritocco, dunque, dovrà avere come caratteristica quella di essere differenziato e otticamente distinguibile dal film pittorico originale. Tuttavia, deve raggiungere un’identità d’effetto, cioè deve mirare al ricomponimento dell’equilibrio dell’opera senza entrarne in competizione.In definitiva mediante questa operazione si agisce sull’aspetto dell’opera senza modificarne l’immagine, che comunque dovrà apparire completa per la sua corretta fruizione e leggibilità, valorizzandone le potenzialità espressive. L’intervento è stato portato a termine con colori a vernice utilizzando una tecnica a mimetico.

Verniciatura.
La fase di verniciatura ha due funzioni: - protettiva per isolare lo strato pittorico da agenti esterni degradanti come l'aria, la luce, l'umidità, la polvere. - estetica cioè per migliorare la visibilità dell'immagine conferendo al film pittorico un aspetto più brillante. Per la verniciatura finale è stata usata una resina chetonica a spruzzo.

 

Confronto prima e dopo il restauro

 

torna su