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Madonna (35 x 28 cm)

data: XVII sec.
tecnica: olio su tela

Privato

 

Dipinto in origine

 

RIFLESSIONI SULLO STATO DI CONSERVAZIONE

Tipo di indagine a cui è stato sottoposto il dipinto e relative motivazioni

Luce diffusa: utile per analizzare le problematiche generali dell’opera come lacune di colore, strappi, buchi, perdita di tensione, presenza di materiali alterati o alteranti.

Luce radente: utile per osservare l’andamento del microrilievo e le eventuali deformazioni della tela o del colore.

Raggi UV: l'osservazione del dipinto mediante i raggi ultravioletti permette di osservare i materiali presenti sul film pittorico e di individuare eventuali ridipinture.

Prove di tipo tattile. Sono necessarie per analizzare la risposta dei vari materiali che compongono il dipinto all'apporto di umidità, solventi e calore. Ciò permetterà di prevedere la metodologia di restauro.

Prova umidità: il dipinto non è sensibile all’acqua
Prova solvente: il dipinto non è sensibile ai solventi organici
Prova calore: il dipinto non è sensibile al contatto con moderate fonti di cale

Le analisi iniziali con varie tipologie di illuminazione hanno evidenziato le seguenti tipologie di danni:

Supporto

Caratteristiche e principali danni

Tela di lino con armatura a 'tela'. Il supporto non risultava essere vincolato in nessun modo al telaio ed era ripiegato lungo i 4 lati per un totale di 8 cm in larghezza e 5 in lunghezza per adattarlo alla cornice. Non sono presenti interruzioni della tela. Si evidenzia una accentuata deformazione della planarità del supporto e un irrigidimento delle fibre.

Sottovuoto

 


Preparazione

Caratteristiche e principali danni

Preparazione a base di una mestica color rosso/bruno molto sottile.
La coesione è sufficientemente buona tuttavia l'adesione al supporto risulta molto scarsa. Alcuni distacchi con conseguente caduta degli strati pittorici sono presenti in particolar modo lungo le piegature dei lati e sullo sfondo.


Pellicola pittorica

Caratteristiche e principali danni

Pigmenti legati con olio, non sono presenti inserti di altro materiale sulla superficie pittorica. Il colore è attraversato da un fitto e profondo craquelèt e numerose cadute, di entità limitate, sono presenti sulla superficie. La corretta leggibilità dei rapporti cromatici è impossibilitata dal totale offuscamento delle tinte originali dovute a una forte ossidazione degli strati protettivi soprastanti.




Velinatura




Vernice

Caratteristiche e principali danni

Vernice di origine naturale. Forte ossidazione con seguente ingiallimento dello strato. Stesura disomogenea dovuta a varie abrasioni.

 

PRECEDENTI INTERVENTI DI RESTAURO

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Prova di pulitura

INTERVENTI DI RESTAURO

Le operazioni che sono state eseguite e di seguito esposte sono orientate al rispetto dell’opera d’arte, ad una etica del minimo intervento e all’utilizzazione di materiali stabili, compatibili e reversibili.

Migliorameno di superficie: locuzione che nel gergo del restauro indica un intervento volto ad attenuare il rilievo di eventuali scodelline degli strati pittorici di un dipinto, operato con ferri da stiro o con l’ausilio della pompa a vuoto. L’operazione può essere eseguita dopo aver trattato gli strati stessi con opportuni solventi oppure dopo aver fatto rigonfiare gli strati preparatori in condizione di umidità controllata. In questo caso dopo aver apportato un’adeguata quantità di umidità si messo il dipinto sotto vuoto tramite l'uso di una pompa aspiratrice.

Velinatura: Nel linguaggio del restauro indica l’applicazione di carta velina o di carta giapponese su di una superficie pittorica per proteggerne il colore, ovvero per evitarne la caduta in vista del trasporto dell’opera da una sede ad un’altra o come fase preparatoria per la fermatura del colore e la rintelatura.In questo caso si è velinata l’opera in quanto la scarsa aderenza degli strati pittorici al supporto metteva in pericolo la conservazione del colore durante le necessarie fasi di restauro. Per la velinatura è stato usato un collante organico a base di colla di coniglio e H2O con il quale sono stati applicati dei fogli di carta giapponese 11 gr. La velina debordante è stata incollata direttamente sul tavolo per creare una leggera tensione alle fibre della tela.

Fermatura del colore: è stata utilizzata la stessa colla della velinatura solo più diluita per permettere una omogenea penetrazione. Una leggera stiratura per uniformare e far migrare il collante verso gli strati superiori e poi lasciata asciugare sotto perso.

Il dipinto dopo la pulitura

Strip-lining: locuzione inglese (letteralmente rintelatura a strisce) utilizzata internazionalmente nell’ambito del restauro dei dipinti su tela. Indica l’applicazione di strisce di tela lungo i bordi della tela originale per facilitare l’operazione di rintelaiatura senza dover ricorrere (nel nostro caso non è necessario) ad una rintelatura. Come adesivo si è utilizzato il BEVA gel lasciando asciugare il collante sotto peso, come supporto una tela di lino (pattina).

Rintelaiatura: Operazione (in genere successiva ad una foderatura o strip-lining) che consiste nel montaggio del dipinto su un supporto adatto a sostenere la tela.

Pulitura: considerato lo stato di pessima aderenza del film pittorico al supporto tessile si è dovuto rimandare a questo punto la pulitura, fase che se effettuata precedentemente avrebbe potuto causare la perdita del coore non perfettamente adeso. Dopo aver effettuato alcuni tasselli di pulitura ed aver provato alcune miscele di solventi, il prodotto che ho ritenuto essere il più adeguato è stato una soluzione di butilacetato e dimetilsoffosido in proporzione 10:1. Applicato e massaggiato con un cotoncino il solvente è stato lasciato evaporare senza ulteriori trattamenti della zona che si presentava pulita e satura nel colore.

 



Il dipinto dopo la fase di stuccatura

 

Stuccatura: Nell’operazione di stuccatura si vanno a colmare le lacune fisiche della pellicola e della tela pittorica ricreando una superficie simile a quella originale su cui agire con il ritocco estetico. Con questo intervento si vuole sopperire principalmente alla mancanza di materia. Per questo fine si adopera un materiale compatibile e del tutto simile per caratteristiche fisico-chimiche alla preparazione originale.La stuccatura è stata effettuata preparando uno stucco poco denso applicato ‘a goccia’ con un pennello morbido direttamente sulle lacune.

Rasatura: effettuata con bisturi. Le stuccature sono state infine pulite con del cotone inumidito.

Verniciatura interinale: applicazione a pennello di una resina chetonica a spruzzo per saturare i colori e poter quindi osservare le giuste tonalità di riferimento per la fase di ritocco.

Confronto tra prima e dopo il restauro

 

Dipinto dopo i lavori di restauro

 

 

 

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