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Madonna
con bambino tra i SS. Simone Zelota e Giuda Taddeo (180
x 120 cm)
data: 1587.
tecnica: olio su tela
Privato |
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Dipinto in origine - recto e verso
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Macrofotografia dello strato pittorico
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Macrofotografia dello strato pittorico
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Macrofotografia dello strato pittorico
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RIFLESSIONI SULLO STATO DI CONSERVAZIONE
Tipo di indagine a cui è stato sottoposto il
dipinto e relative motivazioni
Luce diffusa: utile per analizzare le problematiche
generali dell’opera come lacune di colore, strappi, buchi, perdita
di tensione, presenza di materiali alterati o alteranti.
Luce radente: utile per osservare l’andamento del
microrilievo e le eventuali deformazioni della tela o del colore.
Raggi UV: l'osservazione del dipinto mediante i raggi ultravioletti
permette di osservare i materiali presenti sul film pittorico e di individuare
eventuali ridipinture.
Prove di tipo tattile. Sono necessarie per analizzare
la risposta dei vari materiali che compongono il dipinto all'apporto di
umidità, solventi e calore. Ciò permetterà di prevedere
la metodologia di restauro.
Prova umidità: il dipinto non è sensibile all’acqua
Prova solvente: il dipinto non è sensibile ai solventi organici
Prova calore: il dipinto non è sensibile al contatto con moderate
fonti di cale
Le analisi iniziali con varie tipologie di illuminazione
hanno evidenziato le seguenti tipologie di danni: |
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Prove di pulitura
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Supporto
Caratteristiche e principali danni
Il supporto è formato da 4 pezze di lino. La centina è
stata aggiunta in un secondo momento (forse in sostituzione di una centina
precedente molto rovinata) ed è di cotone con un'armatura a tela
molto sottile. Il resto del dipinto è di lino ed è formato
da 3 pezze unite in senso orizzontale con delle cuciture visibili nella
parte centrale e nella parte inferiore.
Inoltre sono presenti numerose toppe, applicate con collanti organici,
di varie dimensioni e tipologie.
La tela ha perso la sua planarità e risulta molto rilassata con
conseguente marcatura dei lati interni del telaio sulla superficie (effetto
Creep o deformazione sotto carico costante).
Presenti anche interruzioni del supporto sia nel senso dell'ordito che
in quello della trama di notevoli dimensioni nella zona inferiore.
Telaio
Caratteristiche e principali danni
Telaio fisso formato da assi di pioppo tagliate
a mano. Un asse della struttura centrale è mancante e in generale
il telaio non è più in grado di svolgere correttamente la
sua funzione. |

Stemma del committente
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Preparazione
Caratteristiche e principali danni
Mestica bruna molto grassa e stesa in uno
strato molto spesso. L'aderenza è buona tranne che nelle zone
interessate dalle marcature del telaio e dalle rotture del supporto.
Lo strato di preparazione è interessato da un profondo craquelèt
d'invecchiamento.
Pellicola pittorica
Caratteristiche e principali danni
Pigmenti legati ad olio. Lo strato è
interessato da un diffuso craquelèt dovuto all'invecchiamento
dei materiali e anche ai movimenti della tela generati dal rilassamento
delle fibre. Le cromìe sono offuscate da materilai alterati ed
alteranti posti sulla superficie.
L'adesione alla preparazione è buona ecceto nelle zone interessate
dalla marcatura dl telaio e dalle interruzioni del supporto.
Presenza di deformazioni al livello di microrilievo
in cui si osserva la formazione di scodelle.
Non sono presenti inserti di altro materiale
sulla superficie.
Gran parte del dipinto risulta rimaneggiato da importanti ridipinture
ad olio molto probabilmente effettuate durante i precedenti restauri
ottocenteschi. Le ridipinture più evidenti sono: il drappo verde
in alto, il trono su cui siede la Vegine, parte dei manti delle figure,
lo sfondo scuro nella zona superiore. D'accordo con il committente si
è deciso di mantenere tali interventi pittorici come attestazione
del precedente intervento di restauro.
Vernice
Caratteristiche e principali danni
Presente, di origine naturale, probabilmente
applicata dopo i precedenti interventi di restauro effettuati nell'800.
Lo strato protettivo risulta disomogeneo con presenza di spesse colature
e zone in cui la vernice e quasi assente. Inoltre la sua frammentazione
causa un pesante sbiancamento della superficie dovuta alla rifrazione
della luce.
Un leggero ingiallimento causato dall'ossidazione della vernice contribuisce
ancora di più all'offuscamento delle cromìe originali.
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Particolare della pulitura (ridipintura)
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PRECEDENTI INTERVENTI
DI RESTAURO
Una scritta nella parte inferiore del dipinto attesta
un intervento di restauro nel 1851. Gli interventi hanno compreso:
applicazione di pezze di tele varie con colla organica in corrispondenza
di buchi e strappi;
larghe ridipinture su tutta la superficie del dipinto;
verniciatura;
adattamento delle dimensioni del dipinto ad una nuova collocazione.
INTERVENTI DI RESTAURO
Le operazioni che sono state eseguite e di seguito
esposte sono orientate al rispetto dell’opera d’arte, ad una
etica del minimo intervento e all’utilizzazione di materiali stabili,
compatibili e reversibili.
Pulitura:
considerato lo stato di pessima aderenza del film pittorico al supporto
tessile si è dovuto rimandare a questo punto la pulitura, fase
che se effettuata precedentemente avrebbe potuto causare la perdita del
coore non perfettamente adeso.In questo caso la pulitura si è divisa
in due fasi.La prima ha previsto, in accordo con la Soprintendenza e la
proprietà dell’opera, la rimozione della deturpante ridipintura
ottocentesca mediante apporto di umidità e successiva rimozione
a bisturi.La seconda fase si è concentrata sul colore originale
riportato in superficie. Dopo aver effettuato alcuni tasselli di pulitura
ed aver provato alcune miscele di solventi, il prodotto che ho ritenuto
essere il più adeguato è stato una soluzione di butilacetato
e dimetilsoffosido in proporzione 10:1. Applicato e massaggiato con un
cotoncino il solvente è stato lasciato evaporare senza ulteriori
trattamenti della zona che si presentava pulita e satura nel colore.
Nelle zone interassete da spesse ridipinture si è utilizzato per
rimuoverle una soluzione tensioattiva in ambiente alcalino. Applicata
e massaggiata con un batuffolo è stata poi sciacquata con un cotoncino
umido e lasciata asciugare. |
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Confronto prima e dopo la pulitura
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Migliorameno di superficie:
locuzione che nel gergo del restauro indica un intervento volto ad attenuare
il rilievo di eventuali scodelline degli strati pittorici di un dipinto,
operato con ferri da stiro o con l’ausilio della pompa a vuoto.
L’operazione può essere eseguita dopo aver trattato gli
strati stessi con opportuni solventi oppure dopo aver fatto rigonfiare
gli strati preparatori in condizione di umidità controllata.
In questo caso dopo aver apportato un’adeguata quantità
di umidità si messo il dipinto sotto peso fino ad asciugatura.
Smontaggio dal supporto:
secondo la tecnica comune con cavachiodi prestando la dovuta attenzione
alla conservazione dei bordi del dipinto.
Velinatura: Nel linguaggio
del restauro indica l’applicazione di carta velina o di carta
giapponese su di una superficie pittorica per proteggerne il colore,
ovvero per evitarne la caduta in vista del trasporto dell’opera
da una sede ad un’altra o come fase preparatoria per la fermatura
del colore e la rintelatura.In questo caso si è velinata l’opera
in quanto la scarsa aderenza degli strati pittorici al supporto metteva
in pericolo la conservazione del colore durante le necessarie fasi di
restauro. Per la velinatura è stato usato un collante organico
a base di colla di coniglio e H2O con il quale sono stati applicati
dei fogli di carta giapponese 11 gr. La velina debordante è stata
incollata direttamente sul tavolo per creare una leggera tensione alle
fibre della tela.
Pulitura verso:
Operazione che serve ad ottenere una superficie pulita e priva di elementi
che possano compromettere la perfetta adesione tra la tela da rifodero
e quella originale. Si eliminano lo sporco superficiale, i residui di
vecchie foderature, toppe e colla, nonché nodi e cuciture della
tela originale che altrimenti durante l’operazione di foderatura
verrebbero a segnare la pellicola pittorica. Sono state eliminate le
cuciture tra le pezze. In seguito le zone trattate sono state rinforzate
con l’applicazione di una striscia di velo di Lione incollata
con una resina sintetica (Acril 33).
Il resto dell’intervento è stato compiuto a secco con bisturi
adoperato in senso diagonale rispetto all’armatura della tela.
Reintegro del supporto tessile (inserti e
dintarsi): intervento con cui si cerca di
ricostruire continuità ed omogeneità nella struttura della
tela originale, rinforzando punti di particolare fragilità che
potrebbero reagire in maniera incontrollata durante l’operazione
di foderatura.
Per il reintegro della grande lacuna nella zona inferiore si è
utilizzata una sottile tela ingessata ritagliata in forma della lacuna.
Si sono fatti aderire i bordi con dello stucco ponendo poi le parti
trattate sotto peso fino ad asciugatura. Rasate le asperità dello
stucco sul recto del dipinto, si sono rinforzanti i bordi delle suture
con del velo di Lione applicato dal retro con un adesivo acrilico.
Stesso procedimento per lo strappo nela parte inferiore e per i due
buchi posti specularmente sui lati nella zona centrale.
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Intervento sul retro della tela
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Il dipinto pulito |
Il dipinto velinato |
Intervento sul verso
del quadro |
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Il dipinto in fase di foderatura |

Il dipinto foderato |
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Confronto tra il dipinto in origine e dopo l'intervento di restauro
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