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Madonna col Bambino e San Giovannino

 

Madonna col Bambino e San Giovannino (90 x 62 cm)

autore: anonimo
data: XVI secolo
tecnica: olio su tela

Privato

 

Inizio lavori: Febbraio 2006
Fine lavori: Marzo 2006

 

Dipinto in origine

 

RIFLESSIONI SULLO STATO DI CONSERVAZIONE

Tipo di indagine a cui è stato sottoposto il dipinto e relative motivazioni

Luce diffusa

Presenza di uno strato di vernice ossidata che non rende chiara la lettura dell’opera. L’opera è stata foderata e in alto a sinistra la stuccatura creata per sopperire alla lacuna si è staccata in più punti dando origine ad una vasta lacuna.

Luce radente
Perdita della planarità del supporto dovuto ad un rilassamento eccessivo della tela. La traversa ed i lati interni del telaio hanno marcato il dipinto (effetto Creep, deformazione sotto carico costante) creando delle lievi lesioni agli strati pittorici.Inoltre si evidenzia molto chiaramente una deformazione in prossimità del viso della Vergine che si manifesta in una concavità della tela con un diametro di 3-4 cm.

Raggi UV
E’ stata rilevata la presenza di una vernice protettiva di tipo naturale molto spessa. Inoltre sono visibili numerosi interventi di ritocco pittorico, anche di dimensioni molto vistose.

Prova umidità
Il dipinto supporta l’umidità.
Prova solvente
Il dipinto sopporta il solvente (WS).
Prova calore
Il dipinto sopporta il contatto con fonti di calore.

Lacuna

 

Supporto

Caratteristiche e principali danni.
Tela di lino con armatura tela.
La tela ha perso il giusto grado di tensione creando delle deformazioni strutturali. Il fatto che si sia deformata anche la tela su cui è stata foderata l’opera ha generato ulteriori tensioni di maggior spessore. Essendo i supporti meno elastici causa il collante che li tiene uniti, la tela non ha potuto bilanciare tali forze e si sono create rotture e lesioni .La causa di questa perdita di tensione è da ricercare in un errato intervento conservativo in fase di foderatura che ha appesantito in maniera esagerata l’oggetto o in una inadeguata conservazione dell’opera in un ambiente troppo secco.

 

Preparazione

Caratteristiche e principali danni.
Mestica spessa di colore bruno
Un grosso distacco presente nella parte superiore del dipinto.




Tasselli di pulitura


Pellicola pittorica


Caratteristiche e principali danni.
Pigmenti legati con olio.

Alcune zone sono abrase lasciando intravedere la preparazione sottostante. Nella parte alta del dipinto sono visibili lacune di varie dimensioni che fortunatamente interessano solo lo sfondo.

Vernice

Caratteristiche e principali danni.
Resina naturale.
Forte ossidazione con conseguente ingiallimento. Disomogeneità di spessore.

 

 

PRECEDENTI INTERVENTI DI RESTAURO

Il dipinto è già stato foderato utilizzando un collante acquoso (colla pasta). Inoltre intere zone sono state ridipinte in particolar modo i contorni delle figure e alcuni particolari del Bambino.Una pesante mano di vernice organica pigmentata era stata passata sopra il dipinto con lo scopo di omogeneizzare la superficie.

Fine della pulitura

 

INTERVENTI DI RESTAURO

Miglioramento di superficie
Locuzione che nel gergo del restauro indica un intervento volto ad attenuare il rilievo di eventuali scodelline degli strati pittorici di un dipinto, operato con ferri da stiro o con l’ausilio della pompa a vuoto. L’operazione può essere eseguita dopo aver trattato gli strati stessi con opportuni solventi oppure dopo aver fatto rigonfiare gli strati preparatori in condizione di umidità controllata.Nel caso specifico è stata utilizzata quest’ultima metodologia per riuscire a spianare la deformazione presente in prossimità del volto della Vergine.

Pulitura
Operazione che viene genericamente intesa come rimozione dello ‘sporco’ presente sull’opera tramite l’uso di solventi o di mezzi meccanici. Più precisamente, e in particolare nel restauro dei dipinti, il termine può indicare e comprendere: la rimozione delle macchie superficiali dovute a colature, schizzi etc.; la rimozione dello sporco superficiale depositatosi e parzialmente inglobatosi nel corso del tempo sulla superficie dell’opera; la rimozione delle ridipinture debordanti, snaturanti, deturpanti o semplicemente alterate; la rimozione ( o meglio l’assottigliamento) degli strati protettivi alterati (vernici) che impediscono o limitano la corretta lettura dell’opera.In questo caso si è proceduto alla rimozione della vernice alterata mediante l’utilzzo di una miscela di solventi (DMSO+butilacetato) applicata con un cotoncino

 

Stuccatura


Stuccatura
Nell’operazione di stuccatura si vanno a colmare le lacune fisiche della pellicola e della tela pittorica ricreando una superficie simile a quella originale su cui agire con il ritocco estetico. Con questo intervento si vuole sopperire principalmente alla mancanza di materia. Per questo fine si adopera un materiale compatibile e del tutto simile per caratteristiche fisico-chimiche alla preparazione originale.La stuccatura è stata effettuata preparando uno stucco poco denso applicato ‘a goccia’ con un pennello morbido direttamente sulle lacune.

Rasatura
effettuata con bisturi. Le stuccature sono state infine pulite con del cotone imbevuto in acqua.
Imitazione di superficie: L’operazione di imitazione della superficie serve a colmare le lacune fisiche della pellicola e della tela pittorica ricreando una superficie simile a quella originale su cui agire con il ritocco estetico. Questo passaggio è necessario per riottimizzare il gradiente di superficie reale, l’aspetto materiale del film pittorico, la cui superficie è sempre caratterizzata da trame o tessiture particolari.


Confronto tra prima e dopo l'intervento

 

Reintegro pittorico:
Obbiettivo principale è quello di creare un nuovo equilibrio visivo sulla base della situazione conservativa esistente e su considerazioni il più possibile oggettive.Il ritocco, dunque, dovrà avere come caratteristica quella di essere differenziato e otticamente distinguibile dal film pittorico originale.

Tuttavia, deve raggiungere un’identità d’effetto, cioè deve mirare al ricomponimento dell’equilibrio dell’opera senza entrarne in competizione.In definitiva mediante questa operazione si agisce sull’aspetto dell’opera senza modificarne l’immagine, che comunque dovrà apparire completa per la sua corretta fruizione e leggibilità, valorizzandone le potenzialità espressive.Considerato la tipologia delle lacunae, la loro posizione e la loro estensione ho proceduto in questa maniera:

- Creazione di basi cromatiche a tempera di una cromìa leggermente sotto tono a quella originale.
- Verniciatura interinale di preparazione alla finalizzazione pittorica (chetonica a pennello)
- Reintegro pittorico secondo la tecnica della selezione cromatica con colori a vernice

Verniciatura:
La fase di verniciatura ha due funzioni:

- protettiva per isolare lo strato pittorico da agenti esterni degradanti come l'aria, la luce, l'umidità, la polvere.
- estetica cioè per migliorare la visibilità dell'immagine conferendo al film pittorico un aspetto più brillante.

Si possono usare vernici naturali o sintetiche, a spruzzo o a pennello, lucide o opache, a seconda delle esigenze richieste dall’opera.
La verniciatura finale è stata effettuata con una resina sintetica a spruzzo.

Il dipinto dopo il restauro

 

 

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