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Immacolata (196 x 139 cm)

autore: monogramma TS
data: 1634, presente in basso a destra

Privato

 

Inizio lavori: Settembre 2005
Fine lavori: Dicembre 2005

 

Dipinto in origine

 

RIFLESSIONI SULLO STATO DI CONSERVAZIONE

Tipo di indagine a cui è stato sottoposto il dipinto e relative motivazioni

Luce diffusa: utile per analizzare le problematiche generali dell’opera come lacune di colore, strappi, buchi, perdita di tensione, presenza di materiali alterati o alteranti.

Luce radente: utile per osservare l’andamento del microrilievo e le eventuali deformazioni della tela o del colore.

Raggi UV: l'osservazione del dipinto mediante i raggi ultravioletti permette di osservare i materiali presenti sul film pittorico e di individuare eventuali ridipinture.

Prove di tipo tattile. Sono necessarie per analizzare la risposta dei vari materiali che compongono il dipinto all'apporto di umidità, solventi e calore. Ciò permetterà di prevedere la metodologia di restauro.

Prova umidità: il dipinto non è sensibile all’acqua
Prova solvente: il dipinto non è sensibile ai solventi organici
Prova calore: il dipinto non è sensibile al contatto con moderate fonti di calore

Retro della tela

Macro del film pittorico

 

Telaio

Caratteristiche e principali danni.
Il telaio è di fattura artigianale ed è composto da 4 assi perimetriche e una traversa. Le assi sono unite tra di loro mediante incastri a 90 gradi bloccati con dei chiodi. La traversa è inchiodata in orizzontale all’incirca lungo la mediana del dipinto.
Non ha incastri e perciò è stata soprammessa alle altre assi sporgendo in questo modo verso il retro di circa 5 cm.

Il legno è notevolmente danneggiato, le assi sono infatti imbarcate e mostrano segni di precedenti attacchi da parte di insetti xilofagi.

In alcune zone, in particolare in corrispondenza degli incastri dove il legno è più sottile, le assi risultano essere molto deboli e in alcuni casi sono spaccate a causa dei chiodi.Non è il telaio originale considerato che la tela risulta essere inchiodata sul davanti delle assi che a loro volta sono inchiodate alla cornice.

Probabilmente il telaio è stato costruito in seguito per riuscire ad adattare la cornice al dipinto.

Tela

Caratteristiche e principali danni.
la tela è di lino, composta da due pezze unite lungo la linea mediana orizzontale da una cucitura.
La tela risulta essere rilassata e deformata nella sua planarità. Molto ossidata e rigida. Fragile.

Evidenti marcature lungo i lati interni del telaio (effetto Creep – deformazione sotto carico costante).
Lacerazioni e interruzioni del supporto tessile sia nel senso della trama che dell’ordito.

Preparazione

Caratteristiche e principali danni.
Mestica spessa di colore bruno.
Aderenza precaria, la preparazione risulta molto rigida e sollevata.
Numerosi distacchi di dimensioni importanti.
Craquelè profondo ed esteso causato dall’invecchiamento dei materiali e dai movimenti della tela.




Tasselli di pulitura

Monogramma autore


Pellicola pittorica


Caratteristiche e principali danni.
Pigmenti legati con olio, stesi in uno strato molto spesso.

Lacune di dimensioni estese sono presenti su tutta la superficie dell’opera.
Pesante alterazione pigmenti: opacizzazione delle tinte e forte ingiallimento.
Deformazioni spaziali del microrilievo.
Craquelè diffuso.Macchie di sostanze alteranti di colore biancastro.

Vernice

Caratteristiche e principali danni.
Originale, pigmentata, di natura organica
Stesura: Spessa e disomogenea

Lo strato di vernice che si trova al di sopra del film pittorico risulta essere molto rovinato. La causa principale è un avanzato stato di ossidazione che ha portato la vernice (di origine organica come dimostrato dalla tipica fluorescenza verdastra alla lampada di wood) a scurire e frammentarsi.
Inoltre sotto lo strato di vernice è presente un ulteriore strato di una sostanza non ben identificabile (probabilmente un ulteriore resina addizionata con pigmenti) molto spessa, rigida e di colore bruno scuro che impedisce la completa leggibilità dell’immagine.

 

 

PRECEDENTI INTERVENTI DI RESTAURO

Il dipinto è stato sicuramente smontato dal suo telaio originale e rimontato su di un telaio più grande per meglio adattarvi la cornice.

Sono presenti dei tentativi di reintegro degli strappi con delle cuciture grossolane sul recto e con l’applicazione di toppe sul verso.

Anche la pesante patinatura della pellicola pittorica è un’operazione seguente alla creazione dell’opera effettuata con tutta probabilità per nascondere le evidenti lacune del dipinto sotto uno strato scuro.

Pulitura

 

Rimozione della cornice:
è stata rimossa l’intera cornice per poter innanzitutto verificare la condizione del dipinto nella sua interezza e per poter effettuare le successive operazioni anche sulle parti che erano nascoste dal legno.
Si è scoperto che il dipinto era inchiodato sui lati frontali del telaio bloccato tra la cornice e le assi retrostanti con dei chiodi di fattura artigianale, elemento questo che fa pensare ad un’operazione di riadattamento del dipinto effettuata prima del XX secolo.

Pulitura:
Premetto che, come regola generale, se lo stato di conservazione di un dipinto lo permette, è bene effettuare questa operazione all’inizio del restauro in quanto le fasi di consolidamento e fermatura potrebbero in seguito rendere più complessa la rimozione dei materiali da eliminare.

Considerato lo stato di buona aderenza del film pittorico al supporto tessile, nonostante le numerose ed estese lacune, ho proceduto innanzitutto alla pulitura del dipinto effettuata con l’opera ancora montata sul telaio.

Questa operazione viene genericamente intesa come rimozione dello ‘sporco’ presente sull’opera tramite l’uso di solventi o di mezzi meccanici. Più precisamente, e in particolare nel restauro dei dipinti, il termine può indicare e comprendere: la rimozione delle macchie superficiali dovute a colature, schizzi etc.; la rimozione dello sporco superficiale depositatosi e parzialmente inglobatosi nel corso del tempo sulla superficie dell’opera; la rimozione delle ridipinture debordanti, snaturanti, deturpanti o semplicemente alterate; la rimozione ( o meglio l’assottigliamento) degli strati protettivi alterati (vernici) che impediscono o limitano la corretta lettura dell’opera.

Dopo aver effettuato le dovute analisi la conclusione è stata la seguente:il dipinto non presentava ridipinture né stuccature debordanti.
L’unico materiale da asportare era costituito dallo spesso strato di patinatura formato da materiali di origine organica e resinosa.
Con tutta probabilità si trattava di vernice mastice addizionata con pigmenti di colore bruno.

Ho proceduto ad effettuare alcuni tasselli di pulitura ed aver provato alcune miscele di solventi, l’unico prodotto che ha avuto effetti soddisfacenti è stato un tensioattivo a base acquosa in ambiente alcalino, rimuovendo gli eccessi con dei batuffoli di cotone imbevuti di acqua demineralizzata e poi gli accumuli di materiali più sedimentati con il bisturi.

Ciò ha permesso di eliminare la parte più esterna della vernice.

In seguito lo strato rimasto con un solvent-gel base di mia fabbricazione mantenuto a ph 7. L’applicazione a pennello e la sua rimozione a secco con batuffoli di cotone ha perfezionato il primo intervento di pulitura.

Rimozione e consolidamento della cucitura

 

Smontaggio dal supporto
secondo la tecnica comune con cavachiodi prestando la dovuta attenzione alla conservazione dei bordi del dipinto

Velinatura:
nel linguaggio del restauro indica l’applicazione di carta velina o di carta giapponese su di una superficie pittorica per proteggerne il colore, ovvero per evitarne la caduta in vista del trasporto dell’opera da una sede ad un’altra o come fase preparatoria per la fermatura del colore e la rintelatura.

Pulitura verso: operazione che serve ad ottenere una superficie pulita e priva di elementi che possano compromettere la perfetta adesione tra la tela da rifodero e quella originale.
Si eliminano lo sporco superficiale, i residui di vecchie foderature, toppe e colla, nonché nodi e cuciture della tela originale che altrimenti durante l’operazione di foderatura verrebbero a segnare la pellicola pittorica.

Ho eseguito l’operazione di rimozione materiale a secco con bisturi adoperato in senso diagonale rispetto all’armatura della tela per non rovinare le fibre.
La toppa è venuta via senza difficoltà per un’accentuata vetrificazione della colla usata per farla aderire che non aveva più il suo potere adesivo.
L’opera poi era stata dipinta su due pezze cucite in senso orizzontale lungo la mediana. Ho asportato la cucitura rasandola fino alla tela, eliminando il filo di congiunzione e rinforzandola con una striscia di velo di Lione applicato con un adesivo acrilico.

Fermatura del colore:

termine in uso nel gergo del restauro a indicare una operazione che si effettua su un’area dov’è avvenuto un distacco del colore, ristabilendo l’adesione tra gli strati pittorici e il supporto con varie metodiche, per lo più tramite impregnazione o iniezione nella zona di un adesivo.
L’adesivo utilizzato è composto da acqua e colla di coniglio applicato per impregnazione con una spugna morbida.

 

Foderatura

Tensionamento:
l’operazione può essere eseguita dopo aver trattato gli strati stessi con opportuni solventi oppure dopo aver fatto rigonfiare gli strati preparatori in condizione di umidità controllata. In questo caso il dipinto, non essendo sensibile all’acqua, è stato trattato con l’apporto di umidità e lasciato asciugare sotto peso.

Sutura e strappi:

intervento con cui si cerca di ricostruire continuità ed omogeneità nella struttura della tela originale, rinforzando punti di particolare fragilità che potrebbero reagire in maniera incontrollata durante l’operazione di foderatura.
Prima di intervenire si esegue una fermatura locale degli strati pittorici.

La sutura degli strappi e dei tagli nonché il fissaggio dei lembi degli inserti è stata effettuata con gesso e colla di coniglio ponendo poi il tutto sotto peso fino ad asciugatura.

Preparazione tela da rifodero. Tensionamento e bagnature:
le ripetute operazioni di tensionamento e bagnature consentono l’allungamento delle fibre e l’appiattimento della struttura della tramatura del tessuto, limitandone quindi l’interferenza con la tela originale ed un minor reattività alle variazioni termoigrometriche.

In generale la tela da rifodero deve essere di lino a tramatura fitta e più grossa dell’originale per vincerne le possibili resistenze derivate dalla preparazione e dalla pellicola pittorica.La tela viene pensionata su un telaio interinale di alluminio estensibile e bagnata abbondantemente con acqua bollente stesa con una pennellessa. Questo procedimento di tensionamento e bagnatura viene ripetuto per un totale di tre volte.Collatura: ha lo scopo di chiudere tutti gli interstizi tra trama e ordito e irrigidire leggermente la struttura della tela. Inoltre, durante la rintelatura, l’applicazione di umidità e calore permette alla colla di rigenerare assicurando così una più efficace adesione. Si esegue la collatura della tela dal verso con un adesivo misto di colla cervione e colla lapin.

Foderatura:
Nel restauro è l’operazione volta a consolidare la tela di un dipinto per mezzo dell’applicazione di una nuova tela su di essa, tramite materiali adesivi. I materiali utilizzati variano in relazione alla composizione degli strati del dipinto (tela, preparazione, colore) e comunque tendono ad agire avendo cura di non alterare le caratteristiche della superficie del dipinto (pennellate in rilievo) e quelle dovute al normale invecchiamento dell’opera (craquelure).
I metodi più diffusi sono riconducibili alla così detta foderatura a colla pasta, a cera resina o a rintelature con materiali sintetici.Essendo il dipinto in questione non sensibile all’acqua ho effettuato la foderatura con materiali acquosi utilizzando la tecnica fiorentina.

 

Stuccatura

 

Stiratura:
si propone di accelerare il processo di essiccamento della pasta usata per rintelare. Dopo aver leggermente inumidito si stira dal davanti il dipinto avendo l’avvertenza di frapporre, tra la superficie ed il ferro, stoffe, carta, gomme o feltri per evitare l’appiattimento di eventuali pastosità del colore.

Rintelaiatura:
Operazione (in genere successiva ad una foderatura o strip-lining) che consiste nel montaggio del dipinto su un supporto adatto a sostenere la tela.

Stuccatura:
Nell’operazione di stuccatura si vanno a colmare le lacune fisiche della pellicola e della tela pittorica ricreando una superficie simile a quella originale su cui agire con il ritocco estetico. Con questo intervento si vuole sopperire principalmente alla mancanza di materia. Per questo fine si adopera un materiale compatibile e del tutto simile per caratteristiche fisico-chimiche alla preparazione originale.La stuccatura è stata effettuata preparando uno stucco poco denso applicato ‘a goccia’ con un pennello morbido direttamente sulle lacune.

Rasatura:
effettuata con bisturi. Le stuccature sono state infine pulite con del cotone imbevuto in acqua.
Imitazione di superficie: L’operazione di imitazione della superficie serve a colmare le lacune fisiche della pellicola e della tela pittorica ricreando una superficie simile a quella originale su cui agire con il ritocco estetico. Questo passaggio è necessario per riottimizzare il gradiente di superficie reale, l’aspetto materiale del film pittorico, la cui superficie è sempre caratterizzata da trame o tessiture particolari.

Verniciatura interinale:
applicazione a pennello di una resina naturale per saturare i colori e poter quindi osservare le giuste tonalità di riferimento per la fase di ritocco.

Basi a tempera

 

Reintegro pittorico:
Obbiettivo principale è quello di creare un nuovo equilibrio visivo sulla base della situazione conservativa esistente e su considerazioni il più possibile oggettive.Il ritocco, dunque, dovrà avere come caratteristica quella di essere differenziato e otticamente distinguibile dal film pittorico originale.

Tuttavia, deve raggiungere un’identità d’effetto, cioè deve mirare al ricomponimento dell’equilibrio dell’opera senza entrarne in competizione.In definitiva mediante questa operazione si agisce sull’aspetto dell’opera senza modificarne l’immagine, che comunque dovrà apparire completa per la sua corretta fruizione e leggibilità, valorizzandone le potenzialità espressive.Considerato la tipologia delle lacunae, la loro posizione e la loro estensione ho proceduto in questa maniera:

- Creazione di basi cromatiche a tempera di una cromìa leggermente sotto tono a quella originale.
- Verniciatura interinale di preparazione alla finalizzazione pittorica
- Reintegro pittorico secondo la tecnica della selezione cromatica con colori a vernice

Verniciatura:
La fase di verniciatura ha due funzioni:

- protettiva per isolare lo strato pittorico da agenti esterni degradanti come l'aria, la luce, l'umidità, la polvere.
- estetica cioè per migliorare la visibilità dell'immagine conferendo al film pittorico un aspetto più brillante.

Si possono usare vernici naturali o sintetiche, a spruzzo o a pennello, lucide o opache, a seconda delle esigenze richieste dall’opera.
La verniciatura finale è stata effettuata con una resina sintetica a spruzzo opaca.

 

il dipinto prima e dopo il restauro

 

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