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Dipinto in origine
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RIFLESSIONI SULLO STATO DI CONSERVAZIONE Tipo di indagine a cui è stato sottoposto il
dipinto e relative motivazioni Luce radente: utile per osservare l’andamento del microrilievo e le eventuali deformazioni della tela o del colore. Raggi UV: l'osservazione del dipinto mediante i raggi ultravioletti
permette di osservare i materiali presenti sul film pittorico e di individuare
eventuali ridipinture. Prove di tipo tattile. Sono necessarie per analizzare
la risposta dei vari materiali che compongono il dipinto all'apporto di
umidità, solventi e calore. Ciò permetterà di prevedere
la metodologia di restauro. |
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Retro della tela
Macro del film pittorico
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Telaio Il legno è notevolmente danneggiato, le assi sono infatti imbarcate e mostrano segni di precedenti attacchi da parte di insetti xilofagi. In alcune zone, in particolare in corrispondenza degli incastri dove il legno è più sottile, le assi risultano essere molto deboli e in alcuni casi sono spaccate a causa dei chiodi.Non è il telaio originale considerato che la tela risulta essere inchiodata sul davanti delle assi che a loro volta sono inchiodate alla cornice. Probabilmente il telaio è stato costruito in seguito per riuscire ad adattare la cornice al dipinto. Tela Evidenti marcature lungo i lati interni del telaio
(effetto Creep – deformazione sotto carico costante). Preparazione
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Monogramma autore
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Pellicola pittorica Vernice
PRECEDENTI INTERVENTI DI RESTAURO Il dipinto è stato sicuramente smontato dal suo telaio originale e rimontato su di un telaio più grande per meglio adattarvi la cornice. Sono presenti dei tentativi di reintegro degli strappi con delle cuciture grossolane sul recto e con l’applicazione di toppe sul verso. Anche la pesante patinatura della pellicola pittorica
è un’operazione seguente alla creazione dell’opera
effettuata con tutta probabilità per nascondere le evidenti lacune
del dipinto sotto uno strato scuro. |
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Pulitura
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Rimozione
della cornice: Pulitura: Considerato lo stato di buona aderenza del film pittorico al supporto tessile, nonostante le numerose ed estese lacune, ho proceduto innanzitutto alla pulitura del dipinto effettuata con l’opera ancora montata sul telaio. Questa operazione viene genericamente intesa come rimozione dello ‘sporco’ presente sull’opera tramite l’uso di solventi o di mezzi meccanici. Più precisamente, e in particolare nel restauro dei dipinti, il termine può indicare e comprendere: la rimozione delle macchie superficiali dovute a colature, schizzi etc.; la rimozione dello sporco superficiale depositatosi e parzialmente inglobatosi nel corso del tempo sulla superficie dell’opera; la rimozione delle ridipinture debordanti, snaturanti, deturpanti o semplicemente alterate; la rimozione ( o meglio l’assottigliamento) degli strati protettivi alterati (vernici) che impediscono o limitano la corretta lettura dell’opera. Dopo aver effettuato le dovute analisi la conclusione è
stata la seguente:il dipinto non presentava ridipinture né stuccature
debordanti. Ho proceduto ad effettuare alcuni tasselli di pulitura ed aver provato alcune miscele di solventi, l’unico prodotto che ha avuto effetti soddisfacenti è stato un tensioattivo a base acquosa in ambiente alcalino, rimuovendo gli eccessi con dei batuffoli di cotone imbevuti di acqua demineralizzata e poi gli accumuli di materiali più sedimentati con il bisturi. Ciò ha permesso di eliminare la parte più
esterna della vernice. |
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Rimozione e consolidamento della cucitura
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Smontaggio
dal supporto Ho eseguito l’operazione di rimozione materiale a
secco con bisturi adoperato in senso diagonale rispetto all’armatura
della tela per non rovinare le fibre. |
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Foderatura |
Tensionamento: La sutura degli strappi e dei tagli nonché il fissaggio
dei lembi degli inserti è stata effettuata con gesso e colla di
coniglio ponendo poi il tutto sotto peso fino ad asciugatura. In generale la tela da rifodero deve essere di lino a tramatura
fitta e più grossa dell’originale per vincerne le possibili
resistenze derivate dalla preparazione e dalla pellicola pittorica.La
tela viene pensionata su un telaio interinale di alluminio estensibile
e bagnata abbondantemente con acqua bollente stesa con una pennellessa.
Questo procedimento di tensionamento e bagnatura viene ripetuto per un
totale di tre volte.Collatura: ha lo scopo di chiudere tutti gli interstizi
tra trama e ordito e irrigidire leggermente la struttura della tela. Inoltre,
durante la rintelatura, l’applicazione di umidità e calore
permette alla colla di rigenerare assicurando così una più
efficace adesione. Si esegue la collatura della tela dal verso con un
adesivo misto di colla cervione e colla lapin.
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Stuccatura
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Stiratura:
si propone di accelerare il processo di essiccamento della pasta usata per rintelare. Dopo aver leggermente inumidito si stira dal davanti il dipinto avendo l’avvertenza di frapporre, tra la superficie ed il ferro, stoffe, carta, gomme o feltri per evitare l’appiattimento di eventuali pastosità del colore. Rintelaiatura: Operazione (in genere successiva ad una foderatura o strip-lining) che consiste nel montaggio del dipinto su un supporto adatto a sostenere la tela. Stuccatura: Nell’operazione di stuccatura si vanno a colmare le lacune fisiche della pellicola e della tela pittorica ricreando una superficie simile a quella originale su cui agire con il ritocco estetico. Con questo intervento si vuole sopperire principalmente alla mancanza di materia. Per questo fine si adopera un materiale compatibile e del tutto simile per caratteristiche fisico-chimiche alla preparazione originale.La stuccatura è stata effettuata preparando uno stucco poco denso applicato ‘a goccia’ con un pennello morbido direttamente sulle lacune. Rasatura: effettuata con bisturi. Le stuccature sono state infine pulite con del cotone imbevuto in acqua. Imitazione di superficie: L’operazione di imitazione della superficie serve a colmare le lacune fisiche della pellicola e della tela pittorica ricreando una superficie simile a quella originale su cui agire con il ritocco estetico. Questo passaggio è necessario per riottimizzare il gradiente di superficie reale, l’aspetto materiale del film pittorico, la cui superficie è sempre caratterizzata da trame o tessiture particolari. Verniciatura interinale: applicazione a pennello di una resina naturale per saturare i colori e poter quindi osservare le giuste tonalità di riferimento per la fase di ritocco. |
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Basi a tempera
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Reintegro
pittorico: Tuttavia, deve raggiungere un’identità d’effetto, cioè deve mirare al ricomponimento dell’equilibrio dell’opera senza entrarne in competizione.In definitiva mediante questa operazione si agisce sull’aspetto dell’opera senza modificarne l’immagine, che comunque dovrà apparire completa per la sua corretta fruizione e leggibilità, valorizzandone le potenzialità espressive.Considerato la tipologia delle lacunae, la loro posizione e la loro estensione ho proceduto in questa maniera: - Creazione di basi cromatiche a tempera di una cromìa
leggermente sotto tono a quella originale. Verniciatura: - protettiva per isolare lo strato pittorico da agenti esterni
degradanti come l'aria, la luce, l'umidità, la polvere. Si possono usare vernici naturali o sintetiche, a spruzzo
o a pennello, lucide o opache, a seconda delle esigenze richieste dall’opera.
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il dipinto prima e dopo il restauro |
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