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Assunzione (copia dall’Assunta di Annibale Carracci in Santa Maria del Popolo – Roma, cappella Cerasi) (280 x 180cm)

autore:
epoca: seconda metà del XVI secolo


Chiesa di San Rocco - Montorio al V. (TE)

Intervento a cura di Luigi Franchi e Cinzia Valente

lavori di restauro certificati dalla Soprintendenza per i beni artistici, architettonici e culturali d'Abruzzo

Inizio lavori: Settembre 2008
Fine lavori: Aprile 2009


Assunzione della Vergine: è il rapimento in cielo della Madonna in anima e corpo tre giorni dopo la morte. Il termine stesso (dal latino adsumere) indica che contrariamente a Gesù che vi salì da solo Ella fu portata al cielo. Di solito la rappresentazione è ripresa dalla Legenda aurea di Jacopo da Varazze (XIII sec.), fonte prediletta per gli artisti, in cui vi si legge “...ed ecco l’anima tornò al corpo di Maria, e uscì gloriosamente dalla tomba, e così fu ricevuta nella camera celeste, e una grande compagnia di angeli con lei.”
Nella pittura che va dalla Controriforma in poi la Madonna è sempre raffigurata con le braccia aperte e lo sguardo rapito verso il cielo.

Il dipinto risulta essere una copia fedele dell’Assunzione della Vergine di Annibale Carracci dipinta nel 1601 per la cappella Cerasi in Santa Maria del Popolo. Dall’originale, questa di Montorio, differisce per l’inserimento in basso dei due committenti e per i lati esterni che sono più ampi e in cui sono inserite anche due figure in più.

RIFLESSIONI SULLO STATO DI CONSERVAZIONE

Tipo di indagine a cui è stato sottoposto il dipinto e relative motivazioni

Luce diffusa: utile per analizzare le problematiche generali dell’opera come lacune di colore, strappi, buchi, perdita di tensione, presenza di materiali alterati o alteranti.
Sono evidenti molteplici cadute di colore anche estese oltre alla presenza di accumuli di materiali alterati ed alteranti.
Perdita della corretta lettura delle cromìe.
Piccole lacerazioni.

Luce radente: utile per osservare l’andamento del microrilievo e le eventuali deformazioni della tela o del colore.

La superficie risulta liscia e ben tesa.

Raggi UV: l'osservazione del dipinto mediante i raggi ultravioletti permette di osservare i materiali presenti sul film pittorico e di individuare eventuali ridipinture.
Spesso strato di vernice naturale disomogeneo.

Prove di tipo tattile. Sono necessarie per analizzare la risposta dei vari materiali che compongono il dipinto all'apporto di umidità, solventi e calore. Ciò permetterà di prevedere la metodologia di restauro.

Prova umidità: il dipinto non è sensibile all’acqua
Prova solvente: il dipinto non è sensibile ai solventi organici (essenza di petrolio)
Prova calore: il dipinto non è sensibile al contatto con moderate fonti di calore (ferro da stiro 45°)



Il grafico qui sopra indica le zone interessate dalle lacune della superficie pittorica

 


Particolare della superficie del dipinto

Telaio
Caratteristiche:
Telaio in larice, estensibile con due traverse (un verticale e due orizzontale), non originale e ancora in un buono stato di conservazione.

Tela
Caratteristiche:
Tela di lino con armatura a ‘tela’
Il dipinto è foderato, l'analisi del retro della tela non può dunque essere analizzato.
Non sono comunque stati rilevati danni al supporto.


Preparazione
Caratteristiche:
Mestica di colore bruno, molto adesa al supporto.
Craquelè diffuso.
Distacchi estesi in numerosi punti della superficie.
La preparazione si manifesta in maniera evidente in una larga parte del dipinto dove il colore è stato fortemente abraso.

Pellicola pittorica
Caratteristiche:
Legante a olio.
Gravi lacune presenti sulla superficie.
Craquelè diffuso.
Depositi di materiali alterati ed alteranti.
Perdita dell’equilibrio cromatico.
Alcune zone risultano essere molto abrase, probabilmente a causa di una pulitura eccessiva durante il precedente restauro.
Tuttavia la pellicola pittorica si presenta ben aderente al supporto.
Opacizzazione delle tinte.
Lievi sollevamenti del colore in prossimità delle lacune.

 


Particolare della superficie del dipinto





Tasselli di pulitura


Pulitura

 

Tasselli di pulitura

Vernice
Caratteristiche:
Resina naturale.
Sono presenti materiali alteranti all0interno della vernice e sopra. Si tratta principalmente di polvere, sporco atmosferico.
Frammentazione.
Ossidazione.
Forte ingiallimento.
Disomogeneità di stesura.
Perdita della giusta lettura delle figure e della struttura dell’opera.
Offuscamento delle tinte.

Precedenti interventi di restauro
Il dipinto risulta già foderato, inoltre una grande zona del dipinto risulta molto abrasa, con perdita degli spessori cromatici, probabilmente a causa di una pulitura troppo aggressiva.
Erano presenti anche delle stuccature di colore rosso su cui erano stati effettuati interventi di ridipinture.

Il dipinto stuccato


INTERVENTI DI RESTAURO EFFETTUATI
Pulitura:
Operazione che viene genericamente intesa come rimozione dello ‘sporco’ presente sull’opera tramite l’uso di solventi o di mezzi meccanici. Più precisamente, e in particolare nel restauro dei dipinti, il termine può indicare e comprendere: la rimozione delle macchie superficiali dovute a colature, schizzi etc.; la rimozione dello sporco superficiale depositatosi e parzialmente inglobatosi nel corso del tempo sulla superficie dell’opera; la rimozione delle ridipinture debordanti, snaturanti, deturpanti o semplicemente alterate; la rimozione (o meglio l’assottigliamento) degli strati protettivi alterati (vernici) che impediscono o limitano la corretta lettura dell’opera.

Considerata la natura organica dello strato di vernice alterata e i detriti presenti sulla superficie si ipotizza l'utilizzo di test specifici (Wolbers-Cremonesi e Feller) per poter identificare la polarità adatta della miscela di solventi organici da utilizzare.

La pulitura è stata eseguita con la seguente metodologia:
Solvent gel con alcool benzilico applicato a pennello per brevi periodi e rimosso a secco. In seguito sono stati effettuati lavaggi con una miscela di acetone e essenza di petrolio per eliminare i residui di vernice.

Stuccatura:
Nell’operazione di stuccatura si vanno a colmare le lacune fisiche della pellicola e della tela pittorica ricreando una superficie simile a quella originale su cui agire con il ritocco estetico.
Con questo intervento si vuole sopperire principalmente alla mancanza di materia.
E' stato utilizzato dello stucco formato da colla di coniglio, acqua e gesso di Bologna applicato a pennello sulle mancanza di colore.

Reintegro pittorico:
Obbiettivo principale è quello di creare un nuovo equilibrio visivo sulla base della situazione conservativa esistente e su considerazioni il più possibile oggettive.
Il ritocco, dunque, dovrà avere come caratteristica quella di essere differenziato e otticamente distinguibile dal film pittorico originale. Tuttavia, deve raggiungere un’identità d’effetto, cioè deve mirare al ricomponimento dell’equilibrio dell’opera senza entrarne in competizione.
In definitiva mediante questa operazione si agisce sull’aspetto dell’opera senza modificarne l’immagine, che comunque dovrà apparire completa per la sua corretta fruizione e leggibilità, valorizzandone le potenzialità espressive.
Il ritocco è stato effettuato con colori a vernice. Nelle zone più estese è stata effettuata una selezione cromatica, nelle zone di dimensioni piccole si è proceduto con la tecnica a mimetico.

Verniciatura:
La fase di verniciatura ha due funzioni:
protettiva per isolare lo strato pittorico da agenti esterni degradanti come l'aria, la luce, l'umidità, la polvere.
estetica cioè per migliorare la visibilità dell'immagine conferendo al film pittorico un aspetto più brillante.
La verniciatura finale è stata effettuata a spruzzo con lukas mat.

 

Il dipinto a confronto prima e dopo il restauro

 

 

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