
Il dipinto in origine
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Assunzione
della Vergine (Vergine dai sandali d'oro)
(210 x 140 cm) pubblicata sul DAT tomo VI,
volume 1, pg 497.
data: 1580 ca.
tecnica: olio su tela
autore: G.B. Ragazzini (Ravenna 1520-1589)
Chiesa di San Domenico - Penne (PE) |
Intervento a cura di
Luigi Franchi e Cinzia Valente
Internship program: Jon David Pont Andrade
lavori di restauro certificati dalla Soprintendenza per i beni
artistici, architettonici e culturali d'Abruzzo
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RIFLESSIONI SULLO STATO DI CONSERVAZIONE
Momento diagnostico
Tipo di indagine a cui ritengo necessario sottoporre il dipinto
INDAGINI NON INVASIVE
LUCE DIFFUSA: Il dipinto
è stato ridimensionato. Infatti si notano delle incongruenze
con le figure degli apostoli (due di loro sono state ridipinte ex novo
mentre si nota un pezzo di aureola lungo il lato sinistro appartenente
ad un personaggio che non c'è più). Inoltre anche la forma,
originariamnete centinata, è stata modificata per far si che
il dipinto entrasse nella nicchia della parete.
LUCE RADENTE: sono osservabili delle deformazioni
della planarità evidenti in particolare lungo i lati interni
delle assi del telaio. Un profondo craquelè è diffuso
un po' su tutta la superficie.
UV (ultravioletto): sulla superficie è
presente uno strato di vernice naturale.
INDAGINI TATTILI
PROVA UMIDITA’, PROVA SOLVENTE, PROVA CALORE:
necessarie per poter organizzare la metodologia d’intervento più
adeguata e scegliere i materiali più idonei.
Il dipinto ha reagito positivamente alle prove tattili effettuate.
Supporto
Caratteristiche e principali danni
Telaio
Telaio non estensibile, assi inchiodate ai vertici, una traversa centrale
orizzontale. Il telaio è completamente danneggiato sia da un
attacco di insetti sia da una naturale deformazione. Inoltre evidenti
spaccature e fenditure sono presenti lungo le assi.
Tela
Fibra di lino con armatura tela.
Evidente perdita di tensione con conseguente deformazione della planarità.
Accentuato effetto Creep lungo i lati interni del telaio. Il dipinto
sembrerebbe inoltre essere stato ridotto di formato, ritagliato in alcune
sue parti e modificato nella forma originale mediante altre tele (i
due angoli in alto).
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Foto, particolare in luce radente: si possono notare le
deformazioni superficiali sia della tela che del colore.
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Particolare a luce diffusa:
evidenti le cadute della pellicolapittorica e la marcatura delle assi
del telaio.
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Foto, particolare della superficie pittorica e del craquelè. |
Preparazione
Mestica di colore chiaro.
Buona aderenza al supporto anche se sono presenti numerosi distacchi e
sollevamenti. Esteso e profondo craquelè su tutta la superficie.
Pellicola pittorica
Legante: olio siccativo
Presenza di materiali alteranti depositatisi sulla superficie, in prevalenza
polveri e sostanze grasse. Alterazione delle cromìe con perdita
della corretta leggibilità dell’opera. Presenza di numerosi
distacchi e sollevamenti e di un diffuso craquelè.
Inserimento nella tecnica di altri materiali
Inserti in lamina metallica (foglia oro) per rappresentare i sandali della
Vergine.
Vernice
Strato di resina di natura organica.
Ossidazione, ingiallimento, frammentazione e sbiancamento, disomogeneità
nella stesura.
INTERVENTI DI RESTAURO
Le operazioni che sono state eseguite e di seguito
esposte sono orientate al rispetto dell’opera d’arte, ad una
etica del minimo intervento e all’utilizzazione di materiali stabili,
compatibili e reversibili.
Smontaggio dal supporto:
Secondo la tecnica comune con cavachiodi prestando la dovuta attenzione
alla conservazione dei bordi del dipinto.
Pulitura supporto originale:
Rimozione di tutte le impurità presenti sul retro del dipinto mediante
lavoro meccanico a bisturi
Fermatura del colore:
un’impreganzione con spugna del verso del dipinto con una soluzione
acquosa colloidale formata da colla di coniglio in grani in H2O a percentuali
variabili tra 1:16 e 1:18, con l’aggiunta di melassa come plastificante,
e successiva stiratura del quadro fino a d asciugamento completo.
Miglioramento di superficie:
apporto di umidità controllata con successiva asciugatura sotto
peso.
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fase di strip lining |

Particolare di un tassello di pulitura
Strip lining:
Sono state applicate delle strisce perimetrali di
tela di lino lungo i bordi del dipinto mediante l’impiego di un
adesivo sintetico il BEVA gel original formula, materiale termoplastico
ideale per questo tipo di intervento.
L’adesivo sarà attivato per mezzo di calore (circa 60°)
con un ferro da stiro.
Rintelaiatura:
Le operazioni di restauro conservativo si concluderanno con il montaggio
del dipinto su un telaio adeguato mediante chiodi.
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Particolare del dipinto in fase di pulitura |
Pulitura:
Dopo le consuete prove, la metodologia di pulitura
più efficace si è rivelata quella mediante un gel a base
acquosa con pH aggiustato a 7. Tale gel è stato applicato a pennello,
lasciato agire per qualche minuto e poi rimosso con un cotoncino a secco.
La zona è stata poi sciacquata con acqua e infine con essenza di
petrolio.
Stuccatura:
Stucco applicato ‘a goccia’ e costituito
da colla di coniglio, gesso di Bologna e H2O.
Reintegro pittorico:
Per rintegrare le lacune sono stati utilizzati colori
a tempera con cui creare delle basi piatte e sottotono utili per la finalizzazione
eseguita con colori a vernice (pigmenti puri in resina dammar) con tecnica
‘a selezione’ per le lacune più grandi e ‘a mimetico’
per quelle più piccole.
Verniciatura:
Per la verniciatura interinale, quella che serve a
saturare i colori prima del ritocco, si è usata una vernice da
ritocco (lefranc) a pennello, mentre per la verniciatura finale opterei
per una resina naturale a spruzzo (regal varnish mat).
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Il dipinto a confronto
prima e dopo il restauro.
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