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Il dipinto si trova in uno stato di conservazione di estremo degrado. La tela era situata nella chiesa di Sant’Anna a Roccamorice, una piccola costruzione diroccata situata al fondo della valle. Questo edificio da ormai molti decenni si trova in completo abbandono. RIFLESSIONI SULLO STATO DI CONSERVAZIONE Tipo di indagine a cui è stato
sottoposto il dipinto e relative motivazioni Luce radente: utile per osservare l’andamento del microrilievo e le eventuali deformazioni della tela o del colore. Raggi UV: l'osservazione del dipinto
mediante i raggi ultravioletti permette di osservare i materiali presenti
sul film pittorico e di individuare eventuali ridipinture. Telaio: fisso,
originale, di fattura artigianale. Tela: lino Preparazione:
presente, sottile, di colore bruno |
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Il dipinto in origine
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Pellicola
pittorica: legante ad olio. Vernici: presenti,
di origine terpenica
Particolare della superficie pittorica |
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INTERVENTI
DI RESTAURO Fermatura del colore: effettuata con spugnature di colla animale dal verso del dipinto Intarsi: la parte mancante del dipinto è stata ricostruita applicando della tela sottile preparata con gesso . Le giunzioni sono state effettuate a stucco dal davanti e con velo di lione e acril dal retro. Foderatura: Tale operazione è stata effettuata per poter supportare adeguatamente il dipinto. Ho effettuato una foderatura a colla pasta con modalità alla fiorentina. Stiratura: Operazione che ha due scopi. Il primo è quello di schiacciare le creste formate dal craquelè utilizzando l’apporto di umidità della colla, il secondo è quello di far migrare verso lo strato esterno del dipinto, cioè verso la fonte di calore del ferro, parte del collante che così agisce anche sugli strati pittorici. Rintelaiatura: Operazione (in genere successiva ad una foderatura o strip-lining) che consiste nel montaggio del dipinto su un supporto adatto a sostenere la tela. Pulitura: Dopo i relativi tasselli di prova la miscela che risultava essere efficace per eliminare lo strato alterato di vernice era un composto di solventi organici (Etilacetato + DMSO in proporzioni 8:2) addensato in forma di gel per contenere la penetrazione soprattutto del DMSO. Applicato e massaggiato a pennello per qualche secondo era rimosso a secco e sciacquato con butilacetato.
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Fase di pulitura Dopo la pulitura ho proceduto con la stuccatura delle lacune e con un imitazione di superficie a gesso nelle zone degli intarsi, per preparaer un supporto adeguato alla fase di finalizzazione. |
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Reintegro pittorico: Il ritocco è stato effettuato in due fasi e dopo essermi consultato con la Soprintendenza regionali. L'idea era quella di ricreare nelle grandi zone lacunose un colore di fondo che riprendesse le forme essenziali del dipinto con un andamento però non piatto ma vibrante, onde evitare la macchia di colore che poteva infastidire la lettura dell'opera. Dopo una prima stesura di basi a tempera sottotono l'intervento è stato finalizzato con una selezione cromatica a vernice. Verniciatura: La fase di verniciatura ha due funzioni: - protettiva per isolare lo strato pittorico da agenti esterni degradanti come l'aria, la luce, l'umidità, la polvere. - estetica cioè per migliorare la visibilità dell'immagine conferendo al film pittorico un aspetto più brillante. La vernice finale è stata una resina sintetica data a pennello.
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