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Crocefissione (70 x 50 cm)

data: 1850
tecnica: olio su tela
autore: F.M. De Benedictis

Privato

Intervento a cura di Luigi Franchi e Cinzia Valente


Il dipinto si trova in uno stato di conservazione di estremo degrado. La tela era situata nella chiesa di Sant’Anna a Roccamorice, una piccola costruzione diroccata situata al fondo della valle. Questo edificio da ormai molti decenni si trova in completo abbandono.

RIFLESSIONI SULLO STATO DI CONSERVAZIONE

Tipo di indagine a cui è stato sottoposto il dipinto e relative motivazioni

Luce diffusa: utile per analizzare le problematiche generali dell’opera come lacune di colore, strappi, buchi, perdita di tensione, presenza di materiali alterati o alteranti.

Luce radente: utile per osservare l’andamento del microrilievo e le eventuali deformazioni della tela o del colore.

Raggi UV: l'osservazione del dipinto mediante i raggi ultravioletti permette di osservare i materiali presenti sul film pittorico e di individuare eventuali ridipinture.

Supporto

Caratteristiche e principali danni

Telaio: fisso, originale, di fattura artigianale.
Principali danni: il legno risulta essere stato attaccato da insetti xilofagi. Le assi sono deformate e piegate. Sono presenti anche alcune fratture. Se ne consiglia la rimozione e la sua sostituzione con un telaio adeguato.

Tela: lino
Principali danni:
la tela risulta strappata in più parti. Circa un venti per cento del supporto tessile è andato perduto, manca infatti tutta la parte in alto a sinistra. Deformazioni evidenti della planarità si manifestano con la presenza di gobbe e zone convesse. La tensione è completamente andata perduta anche a causa della grande lacuna della tela.Strati pittorici

Preparazione: presente, sottile, di colore bruno
Principali danni: la preparazione risulta, seppur in maniera discontinua, discretamente adesa alla tela e compatta. E’ attraversata da un profondo craquelè e presenta delle cadute e dei distacchi in particolare nelle zone confinanti con gli strappi del supporto tessile.

 

Il dipinto in origine

 

Pellicola pittorica: legante ad olio.
Principali danni: cadute di colore in prossimità delle zone interessate dalle interruzioni del supporto tessile. Tutta la superficie pittorica è attraversata da un profondo craquelè. Le cromìe sono rese illeggibili da uno strato di materiale alterato e d alterante presente ovunque che rende i colori torbidi e opachi. Tali materiali sono composti per la maggior parte da pulviscolo atmosferico depositatosi sulla superficie.

Vernici: presenti, di origine terpenica
Principali danni: forte ossidazione con conseguente ingiallimento dello strato che ha causato un viraggio delle tinte. Alcuni sbiancamenti sono dovuti ad una microfessurazione dello strato protettivo.

 

Particolare della superficie pittorica

La fotografia mostra il verso ed il recto del quadro dopo un iniziale miglioramento di superficie

 

 

INTERVENTI DI RESTAURO

Le operazioni che sono state eseguite e di seguito esposte sono orientate al rispetto dell’opera d’arte, ad una etica del minimo intervento e all’utilizzazione di materiali stabili, compatibili e reversibili.

Miglioramento di superficie:
dopo aver staccato la tela dal telaio ormai inutilizzabile si sono effettuate delle prove di umidità per vedere se il dipinto era in grado di sopportare interventi con materiali acquosi. Visto il risultato positivo si è inumidita la tela e messo sotto peso il dipinto fino ad asciugatura

Fermatura del colore: effettuata con spugnature di colla animale dal verso del dipinto

Intarsi: la parte mancante del dipinto è stata ricostruita applicando della tela sottile preparata con gesso . Le giunzioni sono state effettuate a stucco dal davanti e con velo di lione e acril dal retro.

Foderatura: Tale operazione è stata effettuata per poter supportare adeguatamente il dipinto. Ho effettuato una foderatura a colla pasta con modalità alla fiorentina.

Stiratura: Operazione che ha due scopi. Il primo è quello di schiacciare le creste formate dal craquelè utilizzando l’apporto di umidità della colla, il secondo è quello di far migrare verso lo strato esterno del dipinto, cioè verso la fonte di calore del ferro, parte del collante che così agisce anche sugli strati pittorici.

Rintelaiatura: Operazione (in genere successiva ad una foderatura o strip-lining) che consiste nel montaggio del dipinto su un supporto adatto a sostenere la tela.

Pulitura: Dopo i relativi tasselli di prova la miscela che risultava essere efficace per eliminare lo strato alterato di vernice era un composto di solventi organici (Etilacetato + DMSO in proporzioni 8:2) addensato in forma di gel per contenere la penetrazione soprattutto del DMSO. Applicato e massaggiato a pennello per qualche secondo era rimosso a secco e sciacquato con butilacetato.

 


Fase di pulitura

Dopo la pulitura ho proceduto con la stuccatura delle lacune e con un imitazione di superficie a gesso nelle zone degli intarsi, per preparaer un supporto adeguato alla fase di finalizzazione.



Fase intermedia di pulitura

 

Il dipinto foderato e stuccato

 




Reintegro pittorico: Il ritocco è stato effettuato in due fasi e dopo essermi consultato con la Soprintendenza regionali. L'idea era quella di ricreare nelle grandi zone lacunose un colore di fondo che riprendesse le forme essenziali del dipinto con un andamento però non piatto ma vibrante, onde evitare la macchia di colore che poteva infastidire la lettura dell'opera. Dopo una prima stesura di basi a tempera sottotono l'intervento è stato finalizzato con una selezione cromatica a vernice.

Verniciatura: La fase di verniciatura ha due funzioni: - protettiva per isolare lo strato pittorico da agenti esterni degradanti come l'aria, la luce, l'umidità, la polvere. - estetica cioè per migliorare la visibilità dell'immagine conferendo al film pittorico un aspetto più brillante. La vernice finale è stata una resina sintetica data a pennello.

 

 

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