archivio

San Michele (32 x 32cm)

data: XVII secolo
tecnica: olio su lavagna
autore:

Privato

 


Il dipinto rappresenta San Michele Arcangelo che stringe in una mano la spada e nell’altra la bilancia nell’atto di pesare i peccati delle anime. La figura è dipinta fin sotto la cintola, lo sfondo è quasi del tutto occupato dalle grandi ali. Dal tipo di pittura molto estrosa e particolareggiata, dagli abiti dell’Arcangelo, dalla foggia della spada si può inquadrare l’opera nell’ambito di una corrente iberico-napoletama assai attiva nel XVII secolo.

RIFLESSIONI SULLO STATO DI CONSERVAZIONE

Tipo di indagine a cui è stato sottoposto il dipinto e relative motivazioni

Luce diffusa: utile per analizzare le problematiche generali dell’opera come lacune di colore, strappi, buchi, perdita di tensione, presenza di materiali alterati o alteranti.

Luce radente: utile per osservare l’andamento del microrilievo e le eventuali deformazioni della tela o del colore.

Raggi UV: l'osservazione del dipinto mediante i raggi ultravioletti permette di osservare i materiali presenti sul film pittorico e di individuare eventuali ridipinture.

Supporto

Caratteristiche e principali danni

Lastra di lavagna leggermente convessa, angolo superiore destro spaccato, perdita di una porzione di supporto lungo la fenditura

 

Il dipinto in origine

 

Preparazione

Caratteristiche e principali danni

Assente


Pellicola pittorica

Caratteristiche e principali danni

Il colore risulta compatto e ben adeso.
Si notano tuttavia piccoli distacchi puntiformi ed alcune cadute di colore più ampie..
I valori cromatici sono del tutto compromessi a causa dello strato di vernice sovrastante.

Vernice

Caratteristiche e principali danni

Strato di resina naturale molto spesso.
Lo strato protettivo è formato da una resina organica molle (dammar o mastice) unita ad una pigmentazione di colore bruno. La resina ha subito una forte ossidazione (acquisto di atomi di ossigeno e perdita di atomi di idrogeno) che la resa molto scura e rigida.

Il retso dell'opera con l'applicazione di nastro per reggere il pezzo staccato del supporto.

 

 

Fase di pulitura

 



 


INTERVENTI DI RESTAURO

Le operazioni che sono state eseguite e di seguito esposte sono orientate al rispetto dell’opera d’arte, ad una etica del minimo intervento e all’utilizzazione di materiali stabili, compatibili e reversibili.

Ricostruzione del supporto: unione dei due pezzi di lavagna mediante una resina epossica. L’operazione ha previsto anche l’eliminazione dei nastri adesivi e dei collanti utilizzati per far rimanere agganciato alla lastra il pezzo staccato per ottenere un’adeguata superficie di contatto.

Pulitura: Dopo aver effettuato vari test con alcuni solventi in diverse proporzioni, l’operazione è stata effettuata con una miscela di solventi organici (Butilacetato+DMSO 9:1). Tale miscela oltre che rimuovere completamente lo strato di vernice non è risultata essere aggressiva nei confronti del colore. Non c’è stato bisogno di ulteriori risciacqui perché una volta evaporata lasciava la superficie del dipinto pulita e satura nelle cromìe.

Stuccatura: Visto la natura del supporto, la stuccatura delle lacune, necessaria per ottenere un’adeguata superficie da ritoccare, è stata effettuata con uno stucco a base acrilica. Applicato a spatola è stato in seguito levigato con un bisturi.

Reintegro pittorico: Il reintegro è stato effettuato con colori a vernice secondo la tecnica detta ‘mimetico’.

Verniciatura: Operazione effettuata con una resina sintetica lucida, di origine chetonica, applicata a spruzzo.

 

torna su