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Il dipinto rappresenta San Michele Arcangelo che stringe in una mano la spada e nell’altra la bilancia nell’atto di pesare i peccati delle anime. La figura è dipinta fin sotto la cintola, lo sfondo è quasi del tutto occupato dalle grandi ali. Dal tipo di pittura molto estrosa e particolareggiata, dagli abiti dell’Arcangelo, dalla foggia della spada si può inquadrare l’opera nell’ambito di una corrente iberico-napoletama assai attiva nel XVII secolo. RIFLESSIONI SULLO STATO DI CONSERVAZIONE Tipo di indagine a cui è stato
sottoposto il dipinto e relative motivazioni Luce radente: utile per osservare l’andamento del microrilievo e le eventuali deformazioni della tela o del colore. Raggi UV: l'osservazione del dipinto
mediante i raggi ultravioletti permette di osservare i materiali presenti
sul film pittorico e di individuare eventuali ridipinture. Lastra di lavagna leggermente convessa, angolo superiore destro spaccato, perdita di una porzione di supporto lungo la fenditura |
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Il dipinto in origine
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Preparazione
Vernice |
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Ricostruzione del supporto:
unione dei due pezzi di lavagna mediante
una resina epossica. L’operazione ha previsto anche l’eliminazione
dei nastri adesivi e dei collanti utilizzati per far rimanere agganciato
alla lastra il pezzo staccato per ottenere un’adeguata superficie
di contatto. Stuccatura: Visto la natura del supporto, la stuccatura delle lacune, necessaria per ottenere un’adeguata superficie da ritoccare, è stata effettuata con uno stucco a base acrilica. Applicato a spatola è stato in seguito levigato con un bisturi. Reintegro pittorico: Il reintegro è stato effettuato con colori a vernice secondo la tecnica detta ‘mimetico’. Verniciatura: Operazione effettuata con una resina sintetica lucida, di origine chetonica, applicata a spruzzo.
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